I PC preassemblati dicono addio alla RAM?
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di Marco Ponteprino
Le nuove politiche di Paradox Customs, azienda specializzata nell'assemblaggio di PC, sembra destinata a dare uno scossone al settore.
La stessa ha infatti deciso di cambiare la propria offerta nel contesto di PC preassemblati, andando a offrire ai consumatori sistemi privi di memoria RAM, con i banchi disponibili solo tramite acquisto a parte.
La nuova linea d'azione è stata annunciata tramite un post su X dalla compagnia ed è dovuta alla carenza globale di RAM, con conseguente aumento vertiginoso dei costi legati a tale hardware.
PC preassemblati senza RAM: pro e contro
Questa politica, sebbene a primo impatto sembri del tutto negativa, ha anche dei vantaggi.
I PC preassemblati privi di memoria, infatti, dovrebbero essere disponibili a un costo minore rispetto al passato.
I clienti che già possiedono stick di RAM di scorta, o che riescono a reperirli altrove, possono sfruttarla per risparmiare sui costi elevati imposti dalla catena di fornitura attuale.
Di contro, per chi non ha particolare dimestichezza nell'ambito hardware, i vantaggi di una macchina preassemblata vanno in parte a perdersi, visto che deve comunque in qualche modo montare fisicamente la RAM in prima persona (o affidarsi a un tecnico specializzato).
Un errore in fase di montaggio può infatti provocare problemi di boot o instabilità del sistema.
Il tutto senza valutare potenziali problemi legati alla compatibilità dei banchi di memoria, con ulteriori difficoltà per chi ha meno dimestichezza con l'assemblaggio di un PC.
Perché c'è carenza di RAM sul mercato?
I prezzi delle memorie RAM DDR5 sono schizzati alle stelle negli ultimi mesi, spinti dalla domanda esplosiva proveniente dal proliferare di servizi di Intelligenza Artificiale e da una capacità di produzione limitata per la memoria consumer-grade.
In particolare, i costi contrattuali per i chip DDR5 critici sono triplicati in un singolo trimestre, creando difficoltà significative per i system builder, proprio come Paradox Customs. Aziende più grandi, tra cui CyberPowerPC e Dell, hanno già aumentato i prezzi dei loro sistemi preassemblati, mentre altri produttori hanno addirittura interrotto la vendita di RAM standalone. Anche i PC all-in-one potrebbero subire consistenti aumenti.
Non solo: la situazione sembra destinata a non migliorare nel breve-medio termine. Secondo gli esperti del settore, la carenza di memoria dovrebbe durare almeno fino a metà del 2026.