La nuova camera modulare di Xiaomi è una svolta per il settore
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di Marco Ponteprino
Xiaomi sta per lanciare sul mercato un nuovo sistema ottico modulare per smartphone.
Secondo alcune recenti indiscrezioni riportate dall'informatore Digital Chat Station, attivo su Weibo, il produttore cinese ha dato il via alla produzione su larga scala di questo modulo staccabile, che promette di rivoluzionare la fotografia mobile portando l’ottica professionale sui comuni smartphone.
Non è di certo la prima volta che si parla dell’interessante Xiaomi Modular Optical System, presentato lo scorso anno in occasione del Mobile World Congress, (MWC). In quel contesto, la compagnia aveva descritto tale soluzione come un progetto di ricerca con un futuro incerto.
Stando a quanto trapelato nelle ultime ore, però, Xiaomi avrebbe però dato concretezza al'idea, con i rumors che parlano di un sistema lanciato sul mercato già nell'immediato futuro.
Xiaomi Modular Optical System: perché è una rivoluzione per la fotografia da smartphone?
Il cuore del Xiaomi Modular Optical System è il suo sensore da 100 MP in formato micro four-thirds, abbinato a un obiettivo da 35 mm con apertura variabile da f/1.4 a f/11 e un anello di messa a fuoco manuale. Questo setup garantisce uno zoom nativo 2x mediante pixel binning, permettendo scatti nitidi e dettagliati anche in condizioni di luce estreme.
La soluzione di Xiaomi, di fatto, si differenzia in modo netto rispetto a quanto finora disponibile sul mercato. Per esempio, le fotocamere a lente Sony fanno leva sulla connessione ad alta velocità (denominata LaserLink), per mantenere bassa la latenza e tassi di trasferimento dati fino a 10 Gbps.
Il nuovo modulo, invece, sfrutta il potente Image Signal Processor (ISP), del telefono per elaborare le immagini, eliminando la necessità di hardware dedicato.
Il prototipo di questa fotocamera è stato mostrato in azione su un Xiaomi 15 personalizzato, con magneti stile Qi2 sul retro del telefono che facilitano l'attacco magnetico del modulo.
Tuttavia, quanto appena detto non basta: i dispositivi devono integrare anche la connessione dati LaserLink per funzionare in modo corretto. Ciò potrebbe limitarne la compatibilità, perlomeno in una fase iniziale.
Quale sarà il primo smartphone a integrare questa soluzione?
Si vocifera che il primo smartphone a supportare nativamente Xiaomi Modular Optical System sarà Xiaomi Mix 5, un flagship atteso con cornici più robuste per reggere il peso del modulo, pari a circa 100 grammi nel prototipo testato.
Questo componente è di proposito essenziale: non include batteria propria, ma attinge energia direttamente dal telefono, né possiede circuiti di elaborazione interni, ottimizzando così il design compatto. Quando inattivo, la camera si spegne per risparmiare energia e richiede un paio di secondi per riaccendersi, un dettaglio che Xiaomi sta, con tutta probabilità affinando, in previsione del lancio.
Durante la presentazione al MWC, il CEO di Xiaomi, Lei Jun, ha mostrato il modulo in azione, evidenziando come il sensore micro four-thirds, protetto da vetro zaffiro, elimini i limiti delle lenti fisse degli smartphone moderni.
La commercializzazione del Xiaomi Modular Optical System non sarà solo una piccola rivoluzione per i dispositivi del produttore cinese, ma promette di introdurre una nuova filosofia nel contesto mobile, a partire dai top di gamma fino a coprire anche le fasce più basse di prezzo.