I migliori gruppi di continuità del 2026
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di Daniele Sforza
Tecnoware UPS 800VA per PC/Modem, NO Gaming/Console, Gruppo di Co...
VulTech UPS650VA-LITE Gruppo di continuità UPS Serie Lite 650VA 3...
- 16%
Tecnoware UPS 800VA per PC/Modem, NO Gaming/Console, Gruppo di Co...
POTENZA (VA / W)
TOPOLOGIA
PRESE PROTETTE DA BATTERIA
AVR
GESTIONE/PORTE
PRO
- 6 Schuko comode in casa/ufficio
- Taglio multidispositivo (modem, NAS, POS)
- Ingombro basso per stare sotto scrivania
CONTRO
- Taglio office/network: va dimensionato per carichi moderati
VulTech UPS650VA-LITE Gruppo di continuità UPS Serie Lite 650VA 3...
POTENZA (VA / W)
TOPOLOGIA
PRESE PROTETTE DA BATTERIA
AVR
GESTIONE/PORTE
PRO
- Compatto e semplice
- Potenza ok per postazioni leggere
- Mix prese Schuko/IEC
CONTRO
- Pensato per carichi leggeri \n
- Dotazione basica su monitoraggio
Atlantis OnePower PX1100, UPS Line Interactive 1100VA/550W, AVR (...
POTENZA (VA / W)
TOPOLOGIA
PRESE PROTETTE DA BATTERIA
AVR
GESTIONE/PORTE
PRO
- 550 W reali su 1100 VA
- 4 prese IEC ordinate
- Silenzioso in uso tipico
CONTRO
- Solo IEC: spesso serve adattatore/ciabatta giusta
- Dotazione essenziale
Apc By Schneider Electric Back Ups Es Be850G2 It Gruppo Di Contin...
POTENZA (VA / W)
TOPOLOGIA
PRESE PROTETTE DA BATTERIA
AVR
GESTIONE/PORTE
PRO
- 8 prese totali ben separate
- USB per ricarica al volo
- Ecosistema APC molto diffuso
CONTRO
- Ingombro ciabatta lunga da gestire
- Layout prese da pianificare
EPYC® QUANTUM - UPS per Computer, Potenza 2200VA/1320Watt, Gruppo...
POTENZA (VA / W)
TOPOLOGIA
PRESE PROTETTE DA BATTERIA
AVR
GESTIONE/PORTE
PRO
- Margine enorme per workstation e più dispositivi
- Display LCD per controllo immediato
- 1320 W di uscita
CONTRO
- Peso e volume superiori
- Da collocare con spazio e aerazione
I gruppi di continuità, o UPS (Uninterruptible
Power Supply), sono dispositivi progettati per garantire un’alimentazione
stabile e una protezione elettrica a PC, modem, router, NAS, sistemi di
videosorveglianza e in genere a tutte le apparecchiature sensibili. In
presenza di un blackout o di una variazione anomala della tensione, infatti, l’UPS
entra in funzione in pochi millisecondi, mantenendo attivi i dispositivi
collegati e fornendo corrente filtrata e controllata. Questo serve sia a evitare
spegnimenti improvvisi, sia a ridurre l’usura causata da
microinterruzioni, picchi e cali di tensione, fenomeni sempre più comuni
nelle reti elettriche domestiche e negli ambienti di lavoro moderni.
Nel 2026 l’UPS è entrato ormai nella vita quotidiana.
Tra smart working, reti domestiche sempre operative, cloud, backup locali e
pagamenti elettronici l’alimentazione elettrica è diventata una componente
continua del lavoro e della casa. Tuttavia, basta un’interruzione breve per
perdere dati, interrompere una connessione o mettere sotto stress l’hardware.
Un gruppo di continuità ben dimensionato funziona praticamente come
un’assicurazione elettrica, entrando in scena quando la situazione si fa più
critica ed evitando di farci perdere il lavoro.
In questo articolo
- Come scegliere un gruppo di continuità nel 2026
- Come abbiamo selezionato i migliori 5 gruppi di continuità del 2026
- Gruppi di continuità: aspetti pratici da valutare prima dell’acquisto
- FAQ su come usare i gruppi di continuità
Come scegliere un gruppo di continuità nel 2026
Quando si sta per acquistare un gruppo di continuità,
bisogna sapere alcune informazioni basilari per fare una scelta oculata e
intelligente. Il primo elemento da considerare è: cosa deve restare acceso
quando manca la corrente? Un UPS per PC da ufficio, modem e monitor ha
esigenze molto diverse rispetto a uno pensato per NAS, videosorveglianza o postazioni
con più dispositivi collegati. Ecco perché bisogna saper distinguere tra
potenza reale (espressa in Watt) e capacità in VA. Infatti, se i VA indicano la
potenza apparente, sono i Watt a dire quanti dispositivi è possibile alimentare
senza sovraccaricare l’UPS.
Un altro fattore chiave riguarda la tecnologia: nel 2026, i
modelli più equilibrati sono i Line Interactive con AVR, che sono capaci di
stabilizzare la tensione senza dover passare continuamente alla batteria. Com’è
facilmente intuibile, questo allunga la vita delle batterie, mantenendo più
stabile l’alimentazione, soprattutto in quelle zone dove la rete elettrica è più
ballerina.
Inoltre, contano anche il tipo di prese (Schuko, IEC
o miste), perché determina cosa si può collegare senza adattatori, e la gestione
software, che risulta utile per spegnere automaticamente il PC o il NAS
quando l’autonomia sta per finire.
Infine, altri elementi come un eventuale display, la
presenza di segnalazioni acustiche regolabili e la possibilità di sostituire la
batteria completano il quadro di caratteristiche da valutare per scegliere e
acquistare un gruppo di continuità davvero adatto all’uso di tutti i giorni e
alle nostre specifiche esigenze.
Come abbiamo selezionato i migliori 5 gruppi di continuità del 2026
La nostra selezione dei migliori gruppi di continuità del
2026 è partita da una domanda semplice: cosa succede davvero quando
salta la corrente. Non in teoria, ma mentre si lavora, si sta pagando un
cliente, si sta trasferendo un file o si ha tutta la rete di casa accesa. I
modelli scelti sono quelli che, in questi scenari, fanno il loro lavoro senza
creare nuovi problemi (sovraccarichi immediati, spegnimenti inspiegabili, configurazioni
macchinose).
Abbiamo quindi escluso gli UPS sovradimensionati per
ambienti tecnici e quelli troppo limitati per un uso moderno, privilegiando
soluzioni che funzionano bene su PC, modem, router e dispositivi sempre accesi.
Abbiamo valutato anche la gestione quotidiana, considerando la presenza
di prese utilizzabili senza adattatori, la chiarezza delle segnalazioni, la prevedibilità
funzionale quando la batteria scende. In breve, sono UPS che si installano una
volta e poi ci si dimentica di avere… finché c’è quel problema ed
entrano in scena facendo molto bene il loro lavoro.
Tecnoware UPS ERA PLUS STRIP 800
Tecnoware ERA PLUS STRIP 800 è pensato per chi sotto
la scrivania ha più dispositivi critici collegati ed è in cerca di un buon UPS
per una gestione ordinata e immediata. La potenza da 800 VA (560 W)
copre tranquillamente una postazione da lavoro completa con PC, monitor,
modem/router, NAS o DVR. Il formato a ciabatta con 6 prese Schuko è il
suo vero punto di forza: gli alimentatori ingombranti entrano senza adattatori
e il cablaggio resta quindi pulito.
Durante un blackout garantisce il tempo necessario per
salvare il lavoro e spegnere correttamente il sistema: parliamo di circa 5–7
minuti con una postazione PC completa, più che sufficienti per salvare il
lavoro e spegnere correttamente, mentre con solo rete e modem l’autonomia sale
fino a quasi un’ora. Ciò rende questo gruppo di continuità molto adatto anche a
smart working e piccoli uffici. Il sistema AVR mantiene stabile la
tensione e protegge da micro-sbalzi, una delle cause più comuni di problemi a
modem e alimentatori.
L’installazione richiede pochi minuti: semplicemente, si
collega alla rete, si inseriscono i dispositivi nelle prese Schuko e l’UPS
entra subito in funzione. Collegandolo al PC tramite USB, il software di
gestione permette di impostare lo spegnimento automatico in caso di blackout
prolungato, e così si evitano perdite di dati e arresti forzati del sistema.
Dopo tutto questo, è facile immaginare perché sia a nostro avviso il modello migliore
e più completo della selezione.
- 6 prese Schuko totali per una gestione ordinata di più dispositivi
- Buon equilibrio tra autonomia e uso reale (scrivania + rete)
- AVR utile dove la rete balla
- Va dimensionato pensando a PC da ufficio e carichi moderati
- Ingombro da ciabatta: va trovato il posto giusto
VulTech UPS650VA-LITE
VulTech UPS650VA-LITE vanta il miglior rapporto tra qualità
e prezzo della selezione, perché è un UPS essenziale per una postazione singola
e non occupa spazio inutile. La potenza disponibile, 360 W, si allinea
bene a un classico setup con PC, monitor e modem, offrendo il tempo necessario
per salvare il lavoro e spegnere il sistema in modo ordinato quando salta la
corrente. Il formato compatto aiuta molto sotto la scrivania o accanto al case,
soprattutto negli ambienti domestici dove ogni cosa deve andare al suo posto.
In situazioni con micro-interruzioni frequenti, come
linee elettriche instabili o temporali, svolge bene il suo ruolo di filtro e
continuità. La protezione da sovraccarico entra in gioco quando si
collega una periferica aggiuntiva e mantiene prevedibile il comportamento
dell’UPS. Le 2 prese Bipasso/Schuko permettono di collegare direttamente
sia alimentatori tradizionali sia quelli da PC, evitando gli adattatori e
rendendo il collegamento più lineare rispetto ai modelli con un solo tipo di
uscita. Rispetto all’APC Back-UPS BE850G2-IT e all’Atlantis OnePower PX1100
offre meno potenza e autonomia, ma occupa meno spazio ed è più adatto a chi
deve proteggere una sola scrivania. Al tempo stesso è più semplice e compatto
rispetto a EPYC QUANTUM 2200VA, pensato per carichi molto più elevati.
- Dimensionamento semplice: 360 W chiari per una singola postazione
- Ingombro gestibile vicino al PC
- Overload utile in uso familiare o condiviso
- Dotazione prese più limitata rispetto ai modelli a ciabatta
- Va scelto con attenzione se si aggiungono molte periferiche
Atlantis OnePower PX1100
Atlantis OnePower PX1100 è un gruppo di continuità
adatto a chi usa una postazione più impegnativa, su cui magari si trovano PC
desktop, NAS e rete attivi insieme. La potenza disponibile, 1100 VA
(550 W), permette di gestire carichi più alti senza arrivare subito al
limite e, in caso di blackout, offre circa 6–8 minuti con un carico intorno
ai 300–350 W, un lasso di tempo sufficiente per salvare il lavoro e
spegnere ordinatamente più dispositivi.
Il sistema AVR multistadio interviene sulle
variazioni di tensione senza passare alla batteria, correggendo sia i cali sia
i picchi tipici delle linee elettriche instabili, mantenendo più stabile
l’alimentazione di PC e NAS e riducendo l’usura della batteria nel tempo. Le quattro
prese IEC permettono di collegare direttamente PC, monitor e NAS con i loro
cavi standard, evitando che il sotto scrivania diventi un groviglio di cavi e
adattatori.
Le dimensioni restano contenute per la categoria (circa
14x36x17 cm), quindi trova posto anche in ambienti domestici o in uno
studio. La batteria 12V 9Ah, una delle più comuni per questa fascia,
rende semplice la sostituzione quando serve. Rispetto a VulTech UPS650VA-LITE e
APC Back-UPS BE850G2-IT offre più margine sui carichi misti e una gestione più
stabile della tensione, mentre resta più compatto e semplice da collocare
rispetto a EPYC QUANTUM 2200VA, pensato per carichi ancora più elevati. Nel
complesso, è la soluzione ideale per chi vuole proteggere una postazione
completa con una rete sempre attiva.
- 550 W: margine concreto per home office evoluto
- Prese IEC comode con cablaggi da scrivania IT
- Silenziosità percepita buona in uso normale
- Se servono Schuko ovunque, serve organizzare i cavi
- Meglio tenere sotto controllo il carico se si aggiungono periferiche energivore
APC Back-UPS BE850G2-IT
APC Back-UPS BE850G2-IT è un altro UPS che funziona molto
bene quando sulla scrivania convivono più dispositivi, come PC, monitor,
router, unità di archiviazione di rete e periferiche. La potenza
disponibile, 850 VA (520 W), è infatti adatta a una postazione
completa e la disposizione delle 8 prese permette una gestione più
razionale: alcune restano alimentate anche in blackout, altre filtrano solo gli
sbalzi di tensione. In questo modo l’autonomia può concentrarsi sui dispositivi
davvero critici, come il PC e la rete.
Con un carico tipico da 300–350 W offre circa 6–8
minuti, sufficienti per salvare il lavoro e spegnere tutto con tranquillità.
Le porte USB di ricarica tornano utili per smartphone e accessori, mentre
il formato è più rigido rispetto alle ciabatte con Schuko, ma consente di
tenere separati i carichi in modo chiaro. È presente anche la protezione
della linea dati, che filtra le sovratensioni che possono arrivare dal cavo
di rete o telefonico, riducendo il rischio di danni a modem e router durante i temporali
o disturbi sulla linea. Su PC Windows il monitoraggio avviene tramite software
dedicato, mentre in ambiente Linux l’UPS può essere gestito facilmente con
strumenti standard già diffusi.
- 8 uscite con separazione batteria/protezione: autonomia più intelligente
- USB di ricarica comode sulla scrivania
- Ecosistema e assistenza molto affidabile
- Va gestita bene la questione spine/alimentatori ingombranti
- Richiede un minimo di organizzazione per sfruttare la separazione delle uscite
EPYC QUANTUM 2200VA
EPYC QUANTUM 2200VA è il modello della selezione più pensato
per i carichi più alti, dove i tagli da 800–900 VA iniziano a stare
stretti. Con 2200 VA (1320 W) offre più del doppio della potenza
rispetto a UPS come APC BE850 o Atlantis PX1100, permettendo di collegare PC
con alimentatori potenti, più monitor e NAS di fascia medio-alta.
La differenza pratica rispetto ai modelli da 500–600 W sta
nel comportamento sotto carico: a parità di dispositivi collegati, questo UPS
lavora a percentuali più basse, con una maggiore stabilità e meno interventi
correttivi. Il sistema line-interactive con AVR gestisce le oscillazioni
di tensione senza passare subito alla batteria, riducendo l’usura rispetto agli
UPS più piccoli. Il display LCD mostra carico, tensione e stato della
batteria, funzione assente sui modelli entry-level e utile per capire
immediatamente se l’UPS è dimensionato correttamente.
Le 5 uscite miste (2 Schuko + 3 IEC) riescono a
coprire configurazioni più articolate rispetto ai modelli solo IEC o solo
Schuko. Con carichi medi intorno ai 400–500 W, questo modello garantisce
diversi minuti per salvare e spegnere, e anche oltre, mantiene tempi
sufficienti per uno shutdown ordinato. La ventola resta contenuta in uso
normale e il segnale acustico indica chiaramente il passaggio a batteria. È il
più indicato per postazioni complesse che superano i limiti operativi
degli UPS più compatti presenti in questa comparativa.
- 1320 W: tanto margine per workstation e setup complessi
- Display LCD davvero utile per capire a colpo d’occhio
- Prese miste Schuko/IEC: cablaggio più pulito
- Peso e dimensioni più importanti rispetto ai 650–1100 VA
- Va pianificato il posizionamento (cavi + spazio di aerazione)
Gruppi di continuità: aspetti pratici da valutare prima dell’acquisto
Oltre a quanto scritto finora, la scelta finale di un UPS
dipende molto da come e dove viene inserito nella postazione. In un
ambiente domestico, in uno studio o in un ufficio condiviso, la convivenza
quotidiana conta praticamente quanto la potenza, perché il rumore di fondo, le segnalazioni
acustiche e la presenza fisica dell’unità pesano sull’esperienza di utilizzo tanto
quanto l’autonomia. Alcuni modelli lavorano in modo discreto e si integrano
facilmente sotto una scrivania, altri invece richiedono uno spazio più
dedicato.
Un altro punto chiave riguarda la priorità dei
dispositivi collegati. Alimentare in modo selettivo PC, rete e
archiviazione permette di sfruttare meglio la batteria disponibile e di
mantenere operativi solo gli elementi che servono davvero nei minuti successivi
a un’interruzione.
Infine, conviene considerare l’evoluzione naturale della
postazione. Monitor aggiuntivi, sistemi di backup o dispositivi di rete
entrano spesso in gioco nel tempo. Un UPS con un margine adeguato accompagna
questi cambiamenti senza costringere a rivedere l’intera configurazione dopo
poco: è la cosa migliore da fare per effettuare un acquisto intelligente e
soprattutto longevo.
FAQ su come usare i gruppi di continuità
Quanti minuti di autonomia servono davvero?
Per la maggior parte degli utilizzi domestici e da ufficio
bastano 5–10 minuti: è il tempo necessario per salvare il lavoro o permettere
lo spegnimento automatico dei dispositivi. Autonomie più lunghe servono solo in
casi specifici e più complessi.
È meglio un UPS grande o uno più piccolo e mirato?
Un UPS dimensionato sui dispositivi essenziali funziona
meglio: c’è meno carico inutile, compensato da una maggiore autonomia reale e
un minore stress per la batteria.
Le batterie vanno sostituite? Dopo quanto tempo?
Sì. In media vanno sostituite dopo 3–5 anni, a seconda
dell’uso e della qualità della rete elettrica. I modelli con batteria
sostituibile allungano molto la vita dell’UPS.
Posso collegare modem e router insieme al PC?
Sì, ed è spesso consigliato. Tenere attiva la rete permette di salvare i dati, chiudere tranquillamente sessioni cloud e mantenere attivi sistemi di controllo o videosorveglianza.