Apple cambia il produttore dei processori per iPhone dopo 10 anni?
di Marco Ponteprino
Apple starebbe valutando una svolta strategica nella produzione dei chip per iPhone, aprendo per la prima volta da anni a nuovi partner come Intel e Samsung, mentre cerca di ridurre la dipendenza da TSMC (Taiwan Semiconductor Manufacturing Co.).
Secondo fonti autorevoli come Bloomberg e Reuters, i colloqui sarebbero ancora preliminari e non avrebbero generato ordini confermati, ma il tema è già rilevante perché riguarda i principali processori dei dispositivi Apple e la filiera produttiva negli Stati Uniti.
A quanto pare, il colosso di Cupertino ha discusso con Intel l’ipotesi di affidare alla stessa la produzione di alcuni chip destinati ai propri dispositivi, inclusi iPhone, iPad e MacBook, attraverso i servizi di Intel Foundry.
Nello stesso periodo, alcuni dirigenti Apple avrebbero visitato un impianto Samsung Electronics in Texas ancora in costruzione, pensato per la produzione di semiconduttori avanzati. Reuters ha precisato che le trattative restano in una fase iniziale e che, al momento, nessuna delle due aziende ha ricevuto ordini da Apple.
Perché questa mossa di Apple?
Il punto centrale, secondo le fonti, è la volontà di Apple di affiancare o alleggerire il peso di TSMC, che da anni realizza i chip più importanti per l’azienda di Cupertino.
Il report citato dalle suddette fonti evidenzia anche le preoccupazioni di Apple su affidabilità e capacità produttiva nel caso di fornitori non TSMC, un aspetto che spiega la prudenza della compagnia.
Il cambiamento arriverebbe in un momento in cui la compagnia sta già pianificando i chip della prossima generazione, inclusi i futuri A20 e, secondo alcune ricostruzioni, anche le serie successive come A21 e A22 che andranno ad alimentare i futuri modelli di iPhone.
La notizia è importante perché, se confermata, segnerebbe un passaggio storico, con Apple che potrebbe introdurre una seconda fonte produttiva dopo oltre un decennio di collaborazione quasi esclusiva con TSMC.
L’eventuale apertura a Intel non significherebbe un totale ritorno ai processori progettati da Intel, ma soltanto un nuovo partner di produzione per chip disegnati da Apple stessa.