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L'arma segreta di Apple per iPhone 18 potrebbe essere il blocco dei prezzi

iPhone 17 Aggiornato il 25 Aprile 2026
di Marco Ponteprino
iPhone 18 potrebbe mantenere il prezzo della generazione precedente: ecco la strategia di Apple per mantenere le quote di mercato.

In un contesto tecnologico come quello moderno, dove l’aumento dei prezzi è ormai consuetudine, Apple sembra voler intraprendere una via in netta controtendenza rispetto alle previsioni.
Secondo quanto rivelato dal sito PhoneArena nelle scorse ore, il colosso di Cupertino ha intenzione di mantenere invariati i costi della futura lineup iPhone 18. Questa scelta, soprattutto in virtù dei costi crescenti legati ai componenti hardware, sarebbe frutto di una chiara strategia.
Per Apple, il blocco dei prezzi potrebbe rivelarsi una soluzione ideale per preservare le quote di mercato in un contesto economico difficile, dove l'inflazione e le tariffe doganali esercitano pressioni soprattutto sul segmento degli smartphone premium.
Il suddetto articolo evidenzia come la compagnia, dopo aver incrementato i prezzi dell'iPhone 16 del 7-10% rispetto alla generazione precedente, stia ora considerando un congelamento tariffario per il modello atteso nel settembre 2026, con prezzi di partenza confermati a 799 dollari per il modello base e 1.199 per l'iPhone 18 Pro Max negli Stati Uniti.


Perché Apple potrebbe congelare il prezzo di iPhone 18?

Questa strategia potrebbe essere una risposta diretta alla concorrenza di Samsung, con la serie Galaxy S26, e di Google con i suoi Pixel 11. Tali competitor, infatti, propongono  dispositivi flagship a prezzi più accessibili grazie a produzioni ottimizzate in paesi come India e Vietnam.
Apple punta pertanto a mantenere la fedeltà dei 120 milioni di utenti negli Stati Uniti, dove le spedizioni iPhone rappresentano il 55% del mercato mobile, secondo dati Counterpoint Research del primo trimestre 2026. Questo “congelamento del mercato” eviterebbe un ulteriore 15% di calo nelle vendite previsto in caso di rincari, specialmente tra i consumatori sensibili al prezzo.
Tale decisione, inoltre, rifletterebbe l'impatto delle tariffe del 25% imposte dall'amministrazione Trump su importazioni dalla Cina, che producono il 90% dei componenti iPhone tramite fornitori come TSMC e Foxconn.
Apple compenserebbe i costi aggiuntivi del 15-20% per il chip A20 Bionic e i pannelli LTPO OLED da 6.9 pollici attraverso margini operativi ridotti dal 42% al 38%, mantenendo però il posizionamento attuale. Secondo alcuni analisti, i costi stabili sarebbero accolti ottimamente dai consumatori, tanto da spingere il 60% degli stessi a un aggiornamento immediato.
Con le dinamiche del mercato attuale, di fatto, il bilanciamento dei prezzi risulta un fattore determinante per il successo o meno dei dispositivi mobile, soprattutto per quanto riguarda il settore degli smartphone premium.

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