Presto AirPods e auricolari utilizzabili per verifiche biometriche?
di Marco Ponteprino
In futuro potrebbe debuttare una nuova tecnologia, chiamata AccLock, che andrebbe trasformare totalmente il concetto di auricolari.
Questa potrebbe trasformare AirPods e dispositivi simili in strumenti di autenticazione biometrica basati sul battito cardiaco, con l’idea di sbloccare PC, smartphone e non solo. La notizia riportata dal sito di TechRadar si colloca nel contesto Ear ID, cioè l’uso degli auricolari per verificare l’identità dell’utente.
AccLock, invece di affidarsi a un sensore dedicato per il battito, andrebbe a sfruttare a un accelerometro già presente in molti auricolari: una soluzione attuabile anche senza il rilevamento cardiaco integrato che Apple ha introdotto negli AirPods Pro 3.
Il sistema sfrutta le micro-vibrazioni prodotte dal cuore e le interpreta come una sorta di impronta biometrica personale. Gli autori della ricerca, provenienti da più università cinesi, hanno testato il metodo anche con AirPods oltre che con auricolari realizzati su misura, con esiti incoraggianti.
Come funziona AccLock è quali sono i suoi punti deboli?
Il punto più forte di AccLock è che gli auricolari restano a contatto molto stretto con il corpo dell’utente. Questo aspetto li rende adatti a un controllo agevole dell’identità.
In pratica, il sistema non si limita a verificare chi è l'indossatore momento dell’accesso, ma potrebbe anche mantenere attiva la conferma mentre il dispositivo è in uso, con una conseguente riduzione del rischio di accessi non autorizzati.
L’accelerometro, perno dei futuri sistemi AccLock, tra l’altro è già molto diffuso (perlomeno negli auricolari di fascia alta), il che faciliterebbe l’integrazione di tale sistema in un ampio ventaglio di prodotti.
Nonostante ciò, non mancano dubbi e potenziali criticità. Soprattutto per quanto riguarda l’affidabilità, questa tecnologia risulta ancora sperimentale e la sua introduzione di massa non è scontata e tantomeno immediata.
Se una soluzione come AccLock dovesse maturare, potrebbe spingere marchi come Apple a rafforzare ulteriormente la componente biometrica degli auricolari, così come ha già fatto con altri dispositivi del proprio ecosistema.