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I 5 migliori monitor 120hz del 2026

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Tre foto dei 5 migliori 120Hz Aggiornato il 05 Aprile 2026
di Daniele Sforza
LA NOSTRA SCELTA
Dell 27 Plus Monitor - S2725QS, 4K UHD (3840x2160), 120Hz, IPS, 4...

Dell 27 Plus Monitor - S2725QS, 4K UHD (3840x2160), 120Hz, IPS, 4...

MIGLIORE QUALITA' PREZZO
Dell 32 Plus Monitor - S3225QC, 4K UHD (3840x2160), 120Hz, QD OLE...

Dell 32 Plus Monitor - S3225QC, 4K UHD (3840x2160), 120Hz, QD OLE...

- 23%

Prodotto
LA NOSTRA SCELTA

Dell 27 Plus Monitor - S2725QS, 4K UHD (...

MIGLIORE QUALITA' PREZZO

Dell 32 Plus Monitor - S3225QC, 4K UHD (...

Philips 40B1U5600 USB Hub Monitor 40 pol...

Philips 27E1N1600AE - Monitor QHD da 27 ...

ASUS ProArt PA348CGV, Monitor Profession...

LA NOSTRA SCELTA

Dell 27 Plus Monitor - S2725QS, 4K UHD (3840x2160), 120Hz, IPS, 4...


FORMATO

16:9, 27”

RISOLUZIONE

3840x2160

PANNELLO

IPS

REFRESH

120 Hz via HDMI 2.1 e DP 1.4

CONNESSIONI

2 HDMI 2.1, 1 DP 1.4

USB-C

AUDIO INTEGRATO

2 x 5 W

PRO

  • 4K nitido in 27”
  • 120 Hz pieni
  • Stand completo

CONTRO

  • Niente USB-C
  • Audio utile ma non sostituisce casse dedicate
MIGLIORE QUALITA' PREZZO

Dell 32 Plus Monitor - S3225QC, 4K UHD (3840x2160), 120Hz, QD OLE...


FORMATO

16:9, 31,6”

RISOLUZIONE

3840x2160

PANNELLO

QD-OLED

REFRESH

120 Hz in 4K via HDMI 2.1

CONNESSIONI

1 HDMI 2.1, 1 USB-C DP Alt, 2 USB-C downstream

USB-C

AUDIO INTEGRATO

Sistema a 5 speaker, 25 W

PRO

  • QD-OLED molto convincente
  • Audio raro su un monitor
  • USB-C 90 W

CONTRO

  • Più impegnativo su scrivania
  • Una sola HDMI

Philips 40B1U5600 USB Hub Monitor 40 pollici UW-QHD, 120Hz, IPS, ...


FORMATO

21:9, 40”

RISOLUZIONE

3440x1440

PANNELLO

IPS

REFRESH

120 Hz via DP/USB-C, 100 Hz via HDMI

CONNESSIONI

HDMI 2.0, DP 1.4, USB-C, hub USB, KVM

USB-C

AUDIO INTEGRATO

2 x 5 W

PRO

  • Enorme area di lavoro
  • KVM integrato
  • 120 Hz via DP/USB-C

CONTRO

  • Via HDMI si ferma a 100 Hz
  • Molto largo

Philips 27E1N1600AE - Monitor QHD da 27 pollici, altoparlante reg...


FORMATO

16:9, 27”

RISOLUZIONE

2560x1440

PANNELLO

IPS

REFRESH

120 Hz via HDMI 1.4 e USB-C

CONNESSIONI

1 HDMI 1.4, 1 USB-C, hub USB-A x2

USB-C

AUDIO INTEGRATO

2 x 2 W

PRO

  • QHD pulito e compatto
  • USB-C 65 W
  • Ingombro contenuto

CONTRO

  • Connettività video essenziale, senza DisplayPort
  • Audio modesto

ASUS ProArt PA348CGV, Monitor Professionale 34”, Ultra-wide QHD (...


FORMATO

21:9, 34”

RISOLUZIONE

3440x1440

PANNELLO

IPS

REFRESH

120 Hz via DP/USB-C, 100 Hz via HDMI

CONNESSIONI

2 HDMI 2.0, DP 1.4, USB-C, hub USB

USB-C

AUDIO INTEGRATO

2 x 2 W

PRO

  • Colori molto curati
  • 120 Hz per creator
  • USB-C 90 W

CONTRO

  • Via HDMI non arriva a 120 Hz
  • Più orientato al lavoro creativo che al gioco puro

Punteggio

VOTO
9,2
VOTO
8,9
VOTO
8,6
VOTO
7,6
VOTO
8,5
Dati tecnici

FORMATO

16:9, 27”
16:9, 31,6”
21:9, 40”
16:9, 27”
21:9, 34”

RISOLUZIONE

3840x2160
3840x2160
3440x1440
2560x1440
3440x1440

PANNELLO

IPS
QD-OLED
IPS
IPS
IPS

REFRESH

120 Hz via HDMI 2.1 e DP 1.4
120 Hz in 4K via HDMI 2.1
120 Hz via DP/USB-C, 100 Hz via HDMI
120 Hz via HDMI 1.4 e USB-C
120 Hz via DP/USB-C, 100 Hz via HDMI

CONNESSIONI

2 HDMI 2.1, 1 DP 1.4
1 HDMI 2.1, 1 USB-C DP Alt, 2 USB-C downstream
HDMI 2.0, DP 1.4, USB-C, hub USB, KVM
1 HDMI 1.4, 1 USB-C, hub USB-A x2
2 HDMI 2.0, DP 1.4, USB-C, hub USB

USB-C

AUDIO INTEGRATO

2 x 5 W
Sistema a 5 speaker, 25 W
2 x 5 W
2 x 2 W
2 x 2 W

PRO

  • 4K nitido in 27”
  • 120 Hz pieni
  • Stand completo
  • QD-OLED molto convincente
  • Audio raro su un monitor
  • USB-C 90 W
  • Enorme area di lavoro
  • KVM integrato
  • 120 Hz via DP/USB-C
  • QHD pulito e compatto
  • USB-C 65 W
  • Ingombro contenuto
  • Colori molto curati
  • 120 Hz per creator
  • USB-C 90 W

CONTRO

  • Niente USB-C
  • Audio utile ma non sostituisce casse dedicate
  • Più impegnativo su scrivania
  • Una sola HDMI
  • Via HDMI si ferma a 100 Hz
  • Molto largo
  • Connettività video essenziale, senza DisplayPort
  • Audio modesto
  • Via HDMI non arriva a 120 Hz
  • Più orientato al lavoro creativo che al gioco puro
Cambiare monitor sembra semplice, finché non ci si accorge che dietro la sigla “120 Hz” ci sono grandi differenze. Ecco tutto quello che devi sapere per acquistare uno schermo di qualità.

Chi cerca un monitor a 120 Hz di solito è perché vuole uno schermo più fluido, più piacevole da usare e meno impacciato nei movimenti. Per qualcuno significa giocare meglio, per altri lavorare tutto il giorno con uno schermo che resta più reattivo, anche nei gesti più banali come scorrere una pagina o spostare una finestra. Quel che è certo è che sotto l’etichetta “120 Hz” finiscono prodotti molto diversi tra loro: ci sono i 27 pollici 4K più equilibrati, i 32 pollici OLED pensati anche per l’intrattenimento, gli ultrawide che allargano lo spazio di lavoro e i modelli con USB-C che aiutano a tenere in ordine la scrivania. Per scegliere bene, quindi, bisogna andare un po’ oltre l’etichetta e verificare come il monitor gestisce davvero la fluidità, quali ingressi permettono di sfruttarla al massimo e quanto sia solida la parte tecnica che le gira attorno. È da qui che siamo partiti per costruire questa selezione.


In questo articolo
  • Come scegliere un monitor 120 Hz
  • I migliori 5 monitor 120 Hz
  • Dell 27 Plus: il monitor più completo
  • Dell 32 Plus: focus sulla qualità visiva
  • Il monitor Philips più ordinato
  • Il monitor Philips più equilibrato
  • Monitor ASUS 120 Hz: l'ultrawide raffinato
  • Prima di comprare: cosa sapere su porte, cavi e formato
  • FAQ sui monitor 120 Hz

Come scegliere un monitor 120 Hz

Per scegliere il monitor 120 Hz più adatto alle proprie esigenze, oltre alla diagonale, bisogna guardare le connessioni: un conto è avere il refresh massimo disponibile senza limitazioni, un altro è scoprire che per arrivarci bisogna passare da una porta specifica o rinunciare a qualcosa lungo la strada. Ecco perché bisogna calcolare la differenza tra quei modelli che sulla carta sembrano vicini e poi, all’uso, si comportano in modo meno simile del previsto.

Quindi va preso in considerazione il formato, che ha un peso rilevante sulla qualità dell’esperienza quotidiana. Un 27 pollici 4K resta il taglio più facile da inserire in quasi ogni postazione, perché è nitido, ordinato, leggibile e non immenso. Un 32 pollici 4K, invece, allarga il campo visivo e rende tutto più comodo, ma in compenso chiede anche più spazio e una distanza di utilizzo un po’ meglio calibrata. Gli ultrawide da 34 e 40 pollici sono pensati prima di tutto per chi tiene aperti più strumenti nello stesso momento. Il refresh elevato rende tutto più gradevole, ma il salto vero sta nello spazio utile che il monitor mette a disposizione.

Poi bisogna valutare la natura del pannello, perché non tutti restituiscono lo schermo allo stesso modo. L’IPS continua a essere la soluzione più equilibrata quando si cercano colori affidabili, buona leggibilità e una resa che funzioni bene in contesti diversi, dal lavoro all’intrattenimento. Il QD-OLED sposta invece l’attenzione sul contrasto, sulla profondità del nero e sulla resa delle immagini, con un colpo d’occhio più marcato appena si accende il monitor. Poi c’è il modello che segue una strada più specialistica, mettendo al centro precisione cromatica e controllo dell’immagine e quindi parla di più a chi lavora con foto, video e grafica. Gli altri aspetti da considerare, altrettanto importanti, riguardano l’ergonomia, le connessioni e la praticità d’uso.


I migliori 5 monitor 120 Hz

La nostra selezione dei migliori 5 monitor 120 Hz mette insieme schermi molto diversi per taglio e target di pubblico: il 27 pollici 4K tuttofare, il 32 pollici QD-OLED più scenografico, due ultrawide pensati per spingere la produttività e un 27 pollici QHD più semplice che punta sulla scrivania ordinata e sul collegamento USB-C. In comune hanno l’obiettivo (riuscito) di offrire un’esperienza più fluida del classico 60 Hz, ma ognuno la interpreta in modo diverso.

Dell 27 Plus: il monitor più completo

  • Formato: 16:9, 27”
  • Risoluzione: 3840x2160
  • Pannello: IPS
  • Refresh: 120 Hz via HDMI 2.1 e DP 1.4
  • Connessioni: HDMI 2.1, DP 1.4
  • USB-C: no
  • Audio integrato: 2 x 5 W

Consideriamo il Dell 27 Plus il miglior modello della selezione perché, tra i monitor selezionati, è quello che rende più accessibili insieme tre caratteristiche molto richieste: risoluzione 4K, refresh a 120 Hz utilizzabile sia via HDMI 2.1 sia via DisplayPort e formato da 27 pollici, ancora facile da gestire su una scrivania normale.

Questo ci permette di lavorare con testi e interfacce molto nitide e pulite, guardare contenuti con una resa stabile e precisa e collegare anche console o PC senza dover inseguire le porte. Rispetto al Philips 40 e all’ASUS ProArt è meno specialistico, ma anche più semplice da inserire in una postazione normale, mentre rispetto al Philips 27 alza il livello sia per definizione sia per dotazione video.

Il vantaggio sul Dell 32 Plus sta proprio qui: il 32 pollici QD-OLED colpisce di più quando si parla di contrasto, HDR e impatto dell’immagine, ma chiede anche più spazio, più attenzione e un uso più mirato. Il Dell 27 Plus, invece, si lascia usare bene in contesti diversi: lavoro d’ufficio, navigazione, streaming, gioco, scrivania domestica. Lo stand completo aiuta a trovare facilmente una posizione corretta, mentre i due speaker da 5 W evitano almeno in parte di dover aggiungere subito altro sulla scrivania.


Cosa ci è piaciuto
  • Nitidezza 4K molto convincente su 27 pollici
  • 120 Hz reali anche via HDMI 2.1
  • Stand regolabile bene in ogni direzione
  • Profilo molto trasversale tra lavoro e intrattenimento

Aspetti da migliorare
  • Manca la comodità della USB-C
  • Audio integrato utile, ma resta da monitor

Dell 32 Plus: focus sulla qualità visiva

  • Formato: 16:9, 31,6”
  • Risoluzione: 3840x2160
  • Pannello: QD-OLED
  • Refresh: 120 Hz in 4K via HDMI 2.1
  • Connessioni: 1 HDMI 2.1, 1 USB-C DP Alt, 2 USB-C downstream
  • USB-C: sì
  • Audio integrato: sistema a 5 speaker, 25 W

Il Dell 32 Plus vanta il miglior rapporto tra qualità e prezzo della selezione, perché è il modello che porta più in alto la qualità visiva senza però avere un costo impegnativo. Il principale punto di forza è la combinazione tra pannello QD-OLED da 31,6 pollici, risoluzione 4K, refresh a 120 Hz, tempo di risposta di 0,03 ms e USB-C con alimentazione fino a 90 W. Tutto questo ci porta ad avere neri più profondi, un contrasto più netto, delle immagini più incisive e una resa che si fa notare subito non solo nei video e nel gioco, ma anche quando si lavora sulle foto, o ci sono interfacce scure oppure sui contenuti HDR. Poi si aggiunge anche un sistema audio a cinque speaker da 25 W che suona più pieno, più corposo e più preciso dei normali altoparlanti integrati che si trovano su quasi tutti i monitor.

Rispetto al Dell 27 Plus punta meno sulla versatilità del formato e più sulla qualità dell’immagine: anche se richiede più spazio sulla scrivania, restituisce una presenza visiva superiore. Nei confronti del Philips 40 e dell’ASUS ProArt rinuncia al vantaggio del pannello ultrawide, quindi offre meno area orizzontale per il multitasking, ma risponde con un’immagine più ricca sul piano del contrasto e dell’impatto generale. È il monitor giusto per chi, oltre a un 120 Hz ben fatto, vuole fare anche un salto di qualità più evidente nella resa dello schermo, restando comunque su un prodotto utilizzabile nel quotidiano.


Cosa ci è piaciuto
  • Pannello QD-OLED molto più coinvolgente
  • Risposta rapidissima e 120 Hz puliti
  • USB-C 90 W molto utile
  • Audio integrato sopra la media del settore

Aspetti da migliorare
  • Ingombro e peso si fanno sentire
  • Una sola HDMI limita un po’ la flessibilità

Il monitor Philips più ordinato

  • Formato: 21:9, 40”
  • Risoluzione: 3440x1440
  • Pannello: IPS
  • Refresh: 120 Hz via DP/USB-C, 100 Hz via HDMI
  • Connessioni: HDMI 2.0, DP 1.4, USB-C, hub USB, KVM
  • USB-C: sì
  • Audio integrato: 2 x 5 W

Il Philips 40B1U5600 convince soprattutto quando il monitor deve diventare il centro operativo della postazione. Il focus non è soltanto sull’effetto visivo che propone, quanto sul fatto che può alleggerire la scrivania: USB-C con alimentazione fino a 100 W, hub USB e KVM integrato permettono di collegare un portatile con un solo cavo e, in molti casi, di gestire due macchine sulla stessa postazione senza aggiungere dock, switch esterni o accessori sparsi. È questo il suo vantaggio più concreto rispetto agli altri modelli della selezione. Dove il Dell 27 punta su un 4K più universale e il Dell 32 sulla qualità dell’immagine, il Philips 40 lavora soprattutto sull’organizzazione del lavoro e sulla semplificazione della postazione.

Il modello abbina a questa impostazione da monitor da lavoro anche una base tecnica più robusta di quanto sembri, con 500 nit di luminosità, DisplayHDR 400, pannello IPS e refresh fino a 120 Hz via DisplayPort o USB-C, mentre via HDMI ci si ferma a 100 Hz, quindi non è il classico monitor che si collega a qualsiasi sorgente ottenendo sempre il massimo. In compenso, per chi passa la giornata tra notebook aziendale, periferiche, una scrivania sempre piena e diversi collegamenti da tenere in ordine, può risultare più utile di modelli anche più appariscenti.


Cosa ci è piaciuto
  • Area di lavoro enorme e davvero sfruttabile
  • USB-C 100 W e KVM sono una coppia molto forte
  • Più adatto di altri a sostituire due monitor
  • Audio migliore del previsto per l’uso quotidiano

Aspetti da migliorare
  • 120 Hz non disponibili via HDMI
  • Richiede una scrivania profonda e larga

Il monitor Philips più equilibrato

  • Formato: 16:9, 27”
  • Risoluzione: 2560x1440
  • Pannello: IPS
  • Refresh: 120 Hz via HDMI 1.4 e USB-C
  • Connessioni: 1 HDMI 1.4, 1 USB-C, hub USB-A x2
  • USB-C: sì, fino a 65 W
  • Audio integrato: 2 x 2 W

Il Philips 27E1N1600AE punta su una base tecnica veramente ben fatta: 27 pollici, risoluzione QHD, pannello IPS e refresh fino a 120 Hz. Su questa diagonale il 2560x1440 mantiene una nitidezza già convincente per testi, interfacce e contenuti video, con un carico più leggero rispetto a un 4K della stessa misura. Il pannello IPS aiuta sulla pulizia dell’immagine e sulla stabilità dei colori, il refresh fino a 120 Hz migliora la scorrevolezza generale, mentre i tempi di risposta dichiarati da Philips 4 ms servono a limitare la sfocatura percepita nei contenuti più dinamici. La USB-C con alimentazione fino a 65 W completa poi una scheda tecnica ben costruita, aggiungendo video, dati e ricarica attraverso un solo cavo.

Anche il resto della scheda tecnica è più completo di quanto lasci pensare il taglio piuttosto sobrio del prodotto. La presenza della sincronizzazione adattiva, ad esempio, aiuta a rendere più stabile la gestione delle immagini variabili, mentre il supporto HDR, pur restando su un livello base, aggiunge un margine in più con i contenuti compatibili. A questo si uniscono il supporto regolabile in altezza, l’hub USB integrato e i due altoparlanti stereo, che non cambiano la categoria del monitor, ma contribuiscono a renderlo tecnicamente più attrezzato di molti 27 pollici QHD pensati solo per un uso essenziale.


Cosa ci è piaciuto
  • QHD equilibrato su 27 pollici
  • USB-C 65 W utile con notebook e desk compatti
  • Setup semplice e ingombro ragionevole
  • IPS convincente per il lavoro quotidiano

Aspetti da migliorare
  • Connettività video essenziale, senza DisplayPort
  • Hub USB ridotto a due sole porte downstream

Monitor ASUS 120 Hz: l'ultrawide raffinato

  • Formato: 21:9, 34”
  • Risoluzione: 3440x1440
  • Pannello: IPS
  • Refresh reale: 120 Hz via DP/USB-C, 100 Hz via HDMI
  • Connessioni: 2 HDMI 2.0, DP 1.4, USB-C, hub USB
  • USB-C: sì, fino a 90 W
  • Audio integrato: 2 x 2

L’ASUS ProArt PA348CGV si distingue perché unisce una base cromatica più curata della media (98% DCI-P3, 100% sRGB, calibrazione di fabbrica, certificazione Calman e Delta E < 2) a un refresh che arriva fino a 120 Hz. Su un pannello da 34 pollici in formato 21:9, con risoluzione 3440x1440, c’è tutto lo spazio necessario per lavorare in larghezza senza perdere controllo sull’immagine. Rispetto al Philips 40, quindi, l’ASUS acquista peso quando non basta avere più superficie davanti agli occhi, ma serve anche un monitor più attento alla resa del colore per lavori grafici e contenuti visivi.

Anche sul piano delle prestazioni si presenta come un monitor molto completo. ASUS riserva il refresh a 120 Hz a DisplayPort e USB-C, mentre sulle due HDMI 2.0 il monitor si ferma a 100 Hz. Accanto a questo ci sono 2 ms di tempo di risposta, supporto Adaptive-Sync, USB-C con alimentazione fino a 90 W, hub con quattro USB-A e HDR400. In pratica, l’ASUS ProArt PA348CGV non è solo un monitor accurato nei colori, ma anche uno schermo rapido, ben connesso e più adatto di molti modelli pensati per i creativi a reggere insieme lavoro visivo e contenuti dinamici. Non ha il contrasto del Dell 32 Plus QD-OLED e non arriva alla larghezza del Philips 40, ma per chi cerca un ultrawide che unisca spazio, refresh elevato e una base cromatica più affidabile, resta un modello parecchio interessante in questa classifica.


Cosa ci è piaciuto
  • Taglio creativo accurato
  • Colore molto più curato della media
  • USB-C 90 W e hub ben sfruttabili
  • 21:9 utile in editing e multitasking

Aspetti da migliorare
  • Su HDMI si ferma a 100 Hz
  • Audio poco incisivo

Prima di comprare: cosa sapere su porte, cavi e formato

Come saprete già o avrete intuito arrivando a leggere fin qui, il refresh massimo dipende anche dal tipo di collegamento, dalla porta usata e persino dal cavo. Ciò conta soprattutto quando si entra nel territorio del 4K o degli ultrawide. Xbox, per esempio, per il gioco in 4K a 120 Hz richiede una catena compatibile HDMI 2.1, mentre su monitor come Philips 40B1U5600 e ASUS ProArt PA348CGV il refresh massimo cambia a seconda che si usi HDMI o DisplayPort/USB-C.

L’altra cosa da non sottovalutare è il formato della scrivania. Un 27 pollici 16:9, anche in 4K, resta semplice da posizionare quasi ovunque. Un 32 pollici chiede già più distanza e più profondità. Un 34 o 40 pollici ultrawide cambia invece il modo in cui si lavora e va comprato sapendo che diventerà il centro della postazione.


FAQ sui monitor 120 Hz

Andiamo ora a fornire qualche risposta alle domande più comuni riguardanti i monitor 120 Hz.

Un monitor 120 Hz serve solo per giocare?

No. La differenza si nota anche nella navigazione, nello scorrimento dei documenti, nel trascinamento delle finestre e in generale in tutto ciò che passa da un’interfaccia grafica. RTINGS segnala proprio risposta, fluidità e VRR come elementi chiave dell’esperienza a 120 Hz, non solo nel gioco.

Per usare davvero il 4K a 120 Hz con console basta qualsiasi HDMI?

No, ed è uno dei punti che crea più confusione. La documentazione Xbox e Sony sul 4K/120 chiarisce che serve una catena compatibile, e nei monitor fa la differenza avere una HDMI 2.1 vera come sui due Dell qui sopra.

Qual è il monitor più equilibrato per un uso misto?

Tra i cinque, il Dell 27 Plus resta il più semplice da consigliare a chi vuole lavorare, guardare contenuti e giocare senza costruirsi intorno una postazione specialistica, perché mette insieme 4K, 120 Hz reali, HDMI 2.1 e uno stand completo in un formato ancora facile da gestire.

Quale conviene a chi lavora soprattutto con notebook?

Se il notebook è al centro della postazione, conviene guardare soprattutto a USB-C e alimentazione. In questa selezione Philips 40B1U5600 arriva a 100 W, ASUS ProArt a 90 W e Philips 27E1N1600AE a 65 W, quindi la scelta cambia in base alla potenza richiesta e allo spazio sulla scrivania.

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