Airtag: che cos’è, come funziona e quale comprare
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di Daniele Sforza
Dimenticare dove sono finite le chiavi, lasciare lo zaino in un bar o scoprire in aeroporto che la valigia non è arrivata sono situazioni spiacevoli, ma che possono capitare e hanno un costo in tempo speso e nervi saltati. È in queste situazioni che possono tornare molto utili i localizzatori tascabili: si tratta di piccoli tag che si agganciano a un oggetto e lo rendono rintracciabile dall’app. AirTag ha reso questo concetto estremamente popolare perché si integra nell’ecosistema Apple ed è pensato per un utilizzo quotidiano. Se AirTag si sposa con l’universo Apple, esistono altri tracker Bluetooth che funzionano anche con i sistemi Android, o con Android e iOS assieme. In questa guida andremo proprio a proporre 5 modelli di AirTag (e Smart Tag o Air Tracker) che possono rappresentare una rapida soluzione a queste piccole distrazioni e che sono adatti a tutte le esigenze.
Cos’è AirTag
AirTag è il localizzatore di Apple: stiamo
parlando di un piccolo tag da agganciare a chiavi, portafogli, zaini o valigie
per ritrovare l’oggetto dall’app Dov’è. È grande più o meno come una
moneta spessa, leggero, resistente a polvere e schizzi, e funziona con una
batteria a bottone sostituibile.
In pratica, invece di ricordarsi dove si è messo qualcosa,
si mette un tag sull’oggetto e si usa l’iPhone per farlo suonare, vederne la
posizione su mappa o attivare la modalità smarrito quando l’oggetto è davvero
lontano. È un accessorio molto utile e interessante se non si vuole perdere
tempo e trovare al volo le chiavi prima di uscire di casa, recuperare una
valigia in viaggio, o controllare dove è finito uno zaino dimenticato.
Come funziona AirTag
AirTag lavora su due livelli. Quando l’oggetto è
vicino, si usa il Bluetooth: dall’app si può far emettere un suono al tag e
stringere il raggio di ricerca in casa, in ufficio o in auto. Se si ha un
iPhone compatibile con la localizzazione di precisione, partecipa anche l’Ultra
Wideband: invece di cercare a tentativi, l’iPhone guida verso il tag con
indicazioni più puntuali, così si smette di perdere tempo a spostare qualsiasi
cosa con la speranza di ritrovare l’oggetto perduto.
Quando invece l’oggetto è lontano, AirTag sfrutta la rete
Dov’è: in pratica, i dispositivi Apple nelle vicinanze possono intercettare
il segnale del tag e aggiornare la sua posizione, che poi compare sull’app del
proprietario. In città e nei luoghi frequentati questa logica diventa un
vantaggio enorme, perché si ottiene un punto sulla mappa anche a chilometri di
distanza. Se l’AirTag viene trovato da qualcuno, la modalità smarrito permette
di mostrare un messaggio e, se lo si decide, un contatto tramite NFC
avvicinando lo smartphone al tag, così aumentano davvero le possibilità di
recupero.
I migliori AirTag e le alternative più valide: come abbiamo scelto i prodotti
Un tracker si acquista per un motivo preciso: smettere di
perdere tempo a cercare oggetti che perdiamo di vista con facilità (chiavi,
portafogli, carte, etc.). Per questo motivo, la selezione che trovate di seguito,
si basa sull’analisi di modelli funzionali che si appoggiano su schemi già
rodati e che assolvono molto bene al compito per cui sono nati: pensiamo a elementi
quali la rete di ritrovamento (Apple Dov’è o Google Find Hub)
quando l’oggetto è lontano, la praticità quando invece è vicino (suono forte,
ricerca rapida, eventuale precisione negli ultimi metri), e la gestione
quotidiana (batteria sostituibile, autonomia, resistenza ad acqua e
polvere, stabilità del collegamento).
Contano anche due dettagli che spesso non vengono
considerati a sufficienza: quanto conviene il pack rispetto al singolo e quanto
è semplice agganciarlo subito a ciò che interessa, senza perdere tempo con accessori
strani o procedure macchinose. Normalmente, chi vive nell’ecosistema Apple
tende a volere l’integrazione totale con Dov’è, mentre chi è su Android cerca
la stessa cosa, ma dentro l’app di Google, e chi in casa ha dispositivi misti
ha bisogno di un tag trasversale che non costringa a doppie spese: per questo,
la scelta finale sull’AirTag (o tracker bluetooth) da acquistare dovrebbe
essere abbastanza semplice e rapida.
Apple AirTag
Il 4-pack di AirTag è la nostra scelta perché è da
qui che nasce tutto. Rappresenta la soluzione ideale per chi vive e lavora nell’ecosistema
Apple e vuole mettere la localizzazione a distanza su più oggetti insieme.
Chiavi, portafoglio, zaino e valigia finiscono tutti nell’app Dov’è, senza il
bisogno di installare app aggiuntive e senza perdere troppo tempo in
configurazioni inutili, ma soprattutto senza costi di abbonamento: una volta
acquistati, funzionano sempre. Come anticipato, la caratteristica chiave qui è
l’integrazione totale con l’ecosistema Apple, che funziona soprattutto quando
si cerca un oggetto nelle vicinanze: il segnale sonoro, infatti, consente di
individuarlo rapidamente, mentre sugli iPhone compatibili la ricerca di
precisione riduce al minimo i tentativi negli ultimi metri. Se invece l’oggetto
è lontano, la rete Dov’è consente di ricevere aggiornamenti di posizione
nei luoghi frequentati, in viaggio o negli spostamenti quotidiani in città.
Funzioni come gli avvisi di oggetto dimenticato, la
possibilità di condividere un AirTag con altri utenti e la modalità
Smarrito rendono il pack particolarmente adatto anche a oggetti usati in
famiglia. Le protezioni anti-stalking integrate aumentano il livello di
sicurezza, mentre la batteria si sostituisce facilmente e la resistenza ad
acqua e polvere consente di usarlo senza ansie anche su zaini e valigie. Più
che un oggetto, AirTag è una soluzione che fa risparmiare un sacco di tempo se
tendiamo spesso a perdere di vista più di un oggetto.
Android Smart Tag
Questo Smart Tag è pensato per chi utilizza Android e
vuole un localizzatore che funzioni subito, sfruttando l’infrastruttura già
presente sul telefono. L’integrazione con Google Find Hub è il suo vero
punto di forza: l’associazione è rapida e la gestione avviene dall’ambiente
Google. Quando un oggetto si allontana, la posizione viene aggiornata tramite
la rete Android e, in modalità Smarrito, si riceve una notifica
automatica nel momento in cui il tag viene rilevato, senza il bisogno di
controllare continuamente la mappa.
Una funzione particolarmente utile è la condivisione
della posizione, che consente di dare accesso al tracciamento a un’altra
persona. È una soluzione pratica per oggetti condivisi come chiavi di
casa, zaini dei figli o bagagli usati in coppia, perché il controllo non resta
legato a un solo telefono. Sul fronte privacy, la rete Google lavora in
modo anonimo e cifrato: i dispositivi che intercettano il segnale non
conoscono né l’oggetto né il proprietario.
L’altoparlante potente, fino a 100 dB, permette di
ritrovare facilmente chiavi e borse anche in ambienti rumorosi o quando sono
nascosti. Le dimensioni molto compatte lo rendono adatto a portachiavi, tasche
interne e bagagli senza risultare ingombrante. La certificazione IP68 e
la batteria sostituibile completano un prodotto equilibrato, che offre
funzioni complete a un prezzo accessibile, vantando dunque il miglior rapporto
tra qualità e prezzo della selezione.
Dual System Air Tracker Tag
Questo tracker è il dispositivo che serve quando in casa non
c’è un solo ecosistema: se iPhone e Android convivono nello stesso ambiente,
il tracker deve seguire la stessa logica. La caratteristica principale è quindi
la compatibilità doppia con le reti ufficiali, perché si può scegliere
se usarlo con Apple Dov’è oppure con Google Find Hub (uno alla
volta, ma senza cambiare tag). Questo dettaglio lo rende quindi molto pratico,
soprattutto se in famiglia usiamo condividere più oggetti.
Entrando più nel dettaglio, il pairing risulta rapido,
l’allarme sonoro è sufficientemente forte per trovare l’oggetto in prossimità e
inoltre c’è la possibilità di condividere la posizione tramite le funzioni dei
sistemi operativi, quando disponibili. Pertanto, questo dispositivo è ideale per
chi cerca l’universalità, intesa come compatibilità, piuttosto che la massima
precisione negli ultimi metri. E a parità di spesa, il pack da quattro, non
pensato quindi come tracker personale ma familiare, rende facile coprire più
oggetti e togliersi il pensiero.
UGREEN FineTrack Smart Finder
UGREEN FineTrack Smart Finder è pensato per chi usa
iPhone e vuole la comodità di Dov’è senza però dover pagare il prezzo Apple su
ogni singolo tag. La caratteristica chiave è l’autonomia dichiarata fino a
24 mesi con batteria sostituibile, che in pratica significa meno cambi,
meno dimenticanze e una minore manutenzione nel tempo. Nella vita reale questa
cosa pesa, perché un tracker serve proprio quando ce ne si dimentica: se la
batteria dura poco, la sicurezza che questo dispositivo deve infondere cala
vistosamente.
L’integrazione con l’app Dov’è resta il punto forte,
perché si aggiunge come oggetto, si fa suonare quando è vicino e si sfrutta la
rete Apple quando è lontano, quindi l’esperienza è familiare e immediata per
chi vive già dentro questo ecosistema. Il volume dell’allarme è sufficiente per
la maggior parte degli usi domestici e l’avviso di oggetto lasciato indietro
aiuta a evitare lo smarrimento preventivo, che è spesso il problema numero uno
in luoghi pubblici e affollati (pensiamo alla stazione, alla palestra o a
centri di coworking). Non punta sulla ricerca ultraprecisa stile AirTag con
UWB, ma compensa con prezzo per tag molto aggressivo nel pack da 4 e con una
gestione dimenticabile grazie alla batteria lunga.
ATUVOS Smart Tracker
ATUVOS Smart Tracker aiuta a spendere poco, ma permette
al contempo di restare dentro l’app Dov’è, senza appoggiarsi ad app di terze
parti o abbonamenti premium. A spiccare in questo dispositivo è il rapporto tra
il costo e l’utilizzo reale: nel pack da 2, infatti, si coprono subito gli
oggetti più facilmente dimenticabili (chiavi, zaino, portafogli, etc.) con una
spesa contenuta, ma mantenendo le funzioni che usiamo perché sono veramente
utili per chi è su iPhone: pensiamo alla suoneria per la ricerca in casa, alla
posizione sulla mappa quando il tag viene rilevato dalla rete, alla modalità
Smarrito e agli avvisi di dimenticanza.
Inoltre, è anche resistente all’acqua (certificazione
IP67), quindi si presta bene a essere comodamente agganciato a borse e
bagagli comodamente e, in più, la batteria è sostituibile. Qui non troviamo la
massima ricerca di precisione UWB, quindi negli ultimi metri ci si affida più
al suono e alla posizione indicativa che al rilevamento precisissimo. Però in
compenso abbiamo una rete molto ampia alle spalle e il funzionamento corrisponde
molto bene a quanto si richiede da un oggetto di questo tipo.
Come scegliere il migliore AirTag
La scelta di un tracker dipende dal suo utilizzo quotidiano.
Prima di tutto, bisogna pensare che lo smartphone che si ha in tasca influisce
sull’esperienza (in particolare, il sistema operativo), così come i
luoghi in cui ci si muove e il numero di oggetti da tenere sotto controllo. Un
tracker di qualità s’integra in modo naturale con il telefono, restituendo
informazioni utili in modo diretto. Bisogna quindi saper distinguere tra
soluzioni pensate esclusivamente per iPhone, o per Android o per ambienti in
cui convivono entrambi (e in quest’ultima circostanza il dispositivo deve
funzionare bene su entrambi).
Un altro elemento importante è il numero di tag:
nella nostra selezione ci sono anche pack multipli, che tornano utili quando ci
sono più oggetti da gestire contemporaneamente, quando bisogna coprire più
situazione e quando dobbiamo guardare anche al costo, che in un pack diventa
magari più equilibrato rispetto al singolo tag.
Con l’uso reale, poi, possono emergere aspetti più concreti
che possono fare la differenza, come la rapidità con cui si attiva il
segnale sonoro, la chiarezza delle informazioni mostrate nell’app,
la gestione della batteria e la disponibilità di accessori adatti a
portachiavi, borse o bagagli.
Cosa sapere prima di acquistare un AirTag: FAQ
AirTag funziona con Android?
Per l’uso completo, no: AirTag è pensato per iPhone e per
l’app Dov’è. Con Android si può interagire solo in modo limitato in alcune
situazioni (ad esempio lettura NFC in modalità smarrito o strumenti dedicati),
ma non è l’esperienza che si vuole quando l’obiettivo è tracciare un oggetto
tutti i giorni.
AirTag ha GPS e SIM?
No. Non è un tracker con internet come quelli con SIM:
lavora con Bluetooth e con la rete di dispositivi vicini. Il vantaggio è che
non ci sono abbonamenti e la batteria dura a lungo. Il rovescio della medaglia
è che in zone molto isolate la posizione si aggiorna meno.
Quanto dura la batteria e si ricarica?
Non si ricarica, perché usa una batteria a bottone
sostituibile. In condizioni normali si arriva circa a un anno, e quando la
carica scende l’iPhone avvisa, così non ci si ritrova con un tag morto nel
momento sbagliato.
È utile per valigie e viaggi?
Sì, perché in aeroporti e città la rete lavora bene: se la
valigia si muove, aumentano le possibilità di vedere aggiornamenti di posizione
e di capire se è rimasta indietro o se è arrivata in un altro punto.
È sicuro o si può usare per stalking?
Per evitare questo tipo di pericoli esistono avvisi e procedure quando un tag sconosciuto si muove con qualcuno. In ottica d’acquisto, la differenza la fa quanto sono efficaci queste protezioni e quanto è chiara la gestione dall’app.