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Airtag: che cos’è, come funziona e quale comprare

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Airtag cos'è, come funziona e quale comprare Aggiornato il 29 Gennaio 2026
di Daniele Sforza
AirTag e i tracker Bluetooth evitano ore perse tra chiavi, zaini e valigie: ecco cosa sono, come funzionano e quale modello conviene comprare.

Dimenticare dove sono finite le chiavi, lasciare lo zaino in un bar o scoprire in aeroporto che la valigia non è arrivata sono situazioni spiacevoli, ma che possono capitare e hanno un costo in tempo speso e nervi saltati. È in queste situazioni che possono tornare molto utili i localizzatori tascabili: si tratta di piccoli tag che si agganciano a un oggetto e lo rendono rintracciabile dall’app. AirTag ha reso questo concetto estremamente popolare perché si integra nell’ecosistema Apple ed è pensato per un utilizzo quotidiano. Se AirTag si sposa con l’universo Apple, esistono altri tracker Bluetooth che funzionano anche con i sistemi Android, o con Android e iOS assieme. In questa guida andremo proprio a proporre 5 modelli di AirTag (e Smart Tag o Air Tracker) che possono rappresentare una rapida soluzione a queste piccole distrazioni e che sono adatti a tutte le esigenze.

Cos’è AirTag

AirTag è il localizzatore di Apple: stiamo parlando di un piccolo tag da agganciare a chiavi, portafogli, zaini o valigie per ritrovare l’oggetto dall’app Dov’è. È grande più o meno come una moneta spessa, leggero, resistente a polvere e schizzi, e funziona con una batteria a bottone sostituibile.

In pratica, invece di ricordarsi dove si è messo qualcosa, si mette un tag sull’oggetto e si usa l’iPhone per farlo suonare, vederne la posizione su mappa o attivare la modalità smarrito quando l’oggetto è davvero lontano. È un accessorio molto utile e interessante se non si vuole perdere tempo e trovare al volo le chiavi prima di uscire di casa, recuperare una valigia in viaggio, o controllare dove è finito uno zaino dimenticato.

Come funziona AirTag

AirTag lavora su due livelli. Quando l’oggetto è vicino, si usa il Bluetooth: dall’app si può far emettere un suono al tag e stringere il raggio di ricerca in casa, in ufficio o in auto. Se si ha un iPhone compatibile con la localizzazione di precisione, partecipa anche l’Ultra Wideband: invece di cercare a tentativi, l’iPhone guida verso il tag con indicazioni più puntuali, così si smette di perdere tempo a spostare qualsiasi cosa con la speranza di ritrovare l’oggetto perduto.

Quando invece l’oggetto è lontano, AirTag sfrutta la rete Dov’è: in pratica, i dispositivi Apple nelle vicinanze possono intercettare il segnale del tag e aggiornare la sua posizione, che poi compare sull’app del proprietario. In città e nei luoghi frequentati questa logica diventa un vantaggio enorme, perché si ottiene un punto sulla mappa anche a chilometri di distanza. Se l’AirTag viene trovato da qualcuno, la modalità smarrito permette di mostrare un messaggio e, se lo si decide, un contatto tramite NFC avvicinando lo smartphone al tag, così aumentano davvero le possibilità di recupero.


I migliori AirTag e le alternative più valide: come abbiamo scelto i prodotti

Un tracker si acquista per un motivo preciso: smettere di perdere tempo a cercare oggetti che perdiamo di vista con facilità (chiavi, portafogli, carte, etc.). Per questo motivo, la selezione che trovate di seguito, si basa sull’analisi di modelli funzionali che si appoggiano su schemi già rodati e che assolvono molto bene al compito per cui sono nati: pensiamo a elementi quali la rete di ritrovamento (Apple Dov’è o Google Find Hub) quando l’oggetto è lontano, la praticità quando invece è vicino (suono forte, ricerca rapida, eventuale precisione negli ultimi metri), e la gestione quotidiana (batteria sostituibile, autonomia, resistenza ad acqua e polvere, stabilità del collegamento).

Contano anche due dettagli che spesso non vengono considerati a sufficienza: quanto conviene il pack rispetto al singolo e quanto è semplice agganciarlo subito a ciò che interessa, senza perdere tempo con accessori strani o procedure macchinose. Normalmente, chi vive nell’ecosistema Apple tende a volere l’integrazione totale con Dov’è, mentre chi è su Android cerca la stessa cosa, ma dentro l’app di Google, e chi in casa ha dispositivi misti ha bisogno di un tag trasversale che non costringa a doppie spese: per questo, la scelta finale sull’AirTag (o tracker bluetooth) da acquistare dovrebbe essere abbastanza semplice e rapida.

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Il 4-pack di AirTag è la nostra scelta perché è da qui che nasce tutto. Rappresenta la soluzione ideale per chi vive e lavora nell’ecosistema Apple e vuole mettere la localizzazione a distanza su più oggetti insieme. Chiavi, portafoglio, zaino e valigia finiscono tutti nell’app Dov’è, senza il bisogno di installare app aggiuntive e senza perdere troppo tempo in configurazioni inutili, ma soprattutto senza costi di abbonamento: una volta acquistati, funzionano sempre. Come anticipato, la caratteristica chiave qui è l’integrazione totale con l’ecosistema Apple, che funziona soprattutto quando si cerca un oggetto nelle vicinanze: il segnale sonoro, infatti, consente di individuarlo rapidamente, mentre sugli iPhone compatibili la ricerca di precisione riduce al minimo i tentativi negli ultimi metri. Se invece l’oggetto è lontano, la rete Dov’è consente di ricevere aggiornamenti di posizione nei luoghi frequentati, in viaggio o negli spostamenti quotidiani in città.

Funzioni come gli avvisi di oggetto dimenticato, la possibilità di condividere un AirTag con altri utenti e la modalità Smarrito rendono il pack particolarmente adatto anche a oggetti usati in famiglia. Le protezioni anti-stalking integrate aumentano il livello di sicurezza, mentre la batteria si sostituisce facilmente e la resistenza ad acqua e polvere consente di usarlo senza ansie anche su zaini e valigie. Più che un oggetto, AirTag è una soluzione che fa risparmiare un sacco di tempo se tendiamo spesso a perdere di vista più di un oggetto.  

Android Smart Tag

Questo Smart Tag è pensato per chi utilizza Android e vuole un localizzatore che funzioni subito, sfruttando l’infrastruttura già presente sul telefono. L’integrazione con Google Find Hub è il suo vero punto di forza: l’associazione è rapida e la gestione avviene dall’ambiente Google. Quando un oggetto si allontana, la posizione viene aggiornata tramite la rete Android e, in modalità Smarrito, si riceve una notifica automatica nel momento in cui il tag viene rilevato, senza il bisogno di controllare continuamente la mappa.

Una funzione particolarmente utile è la condivisione della posizione, che consente di dare accesso al tracciamento a un’altra persona. È una soluzione pratica per oggetti condivisi come chiavi di casa, zaini dei figli o bagagli usati in coppia, perché il controllo non resta legato a un solo telefono. Sul fronte privacy, la rete Google lavora in modo anonimo e cifrato: i dispositivi che intercettano il segnale non conoscono né l’oggetto né il proprietario.

L’altoparlante potente, fino a 100 dB, permette di ritrovare facilmente chiavi e borse anche in ambienti rumorosi o quando sono nascosti. Le dimensioni molto compatte lo rendono adatto a portachiavi, tasche interne e bagagli senza risultare ingombrante. La certificazione IP68 e la batteria sostituibile completano un prodotto equilibrato, che offre funzioni complete a un prezzo accessibile, vantando dunque il miglior rapporto tra qualità e prezzo della selezione.

Dual System Air Tracker Tag

Questo tracker è il dispositivo che serve quando in casa non c’è un solo ecosistema: se iPhone e Android convivono nello stesso ambiente, il tracker deve seguire la stessa logica. La caratteristica principale è quindi la compatibilità doppia con le reti ufficiali, perché si può scegliere se usarlo con Apple Dov’è oppure con Google Find Hub (uno alla volta, ma senza cambiare tag). Questo dettaglio lo rende quindi molto pratico, soprattutto se in famiglia usiamo condividere più oggetti.

Entrando più nel dettaglio, il pairing risulta rapido, l’allarme sonoro è sufficientemente forte per trovare l’oggetto in prossimità e inoltre c’è la possibilità di condividere la posizione tramite le funzioni dei sistemi operativi, quando disponibili. Pertanto, questo dispositivo è ideale per chi cerca l’universalità, intesa come compatibilità, piuttosto che la massima precisione negli ultimi metri. E a parità di spesa, il pack da quattro, non pensato quindi come tracker personale ma familiare, rende facile coprire più oggetti e togliersi il pensiero.

UGREEN FineTrack Smart Finder

UGREEN FineTrack Smart Finder è pensato per chi usa iPhone e vuole la comodità di Dov’è senza però dover pagare il prezzo Apple su ogni singolo tag. La caratteristica chiave è l’autonomia dichiarata fino a 24 mesi con batteria sostituibile, che in pratica significa meno cambi, meno dimenticanze e una minore manutenzione nel tempo. Nella vita reale questa cosa pesa, perché un tracker serve proprio quando ce ne si dimentica: se la batteria dura poco, la sicurezza che questo dispositivo deve infondere cala vistosamente.

L’integrazione con l’app Dov’è resta il punto forte, perché si aggiunge come oggetto, si fa suonare quando è vicino e si sfrutta la rete Apple quando è lontano, quindi l’esperienza è familiare e immediata per chi vive già dentro questo ecosistema. Il volume dell’allarme è sufficiente per la maggior parte degli usi domestici e l’avviso di oggetto lasciato indietro aiuta a evitare lo smarrimento preventivo, che è spesso il problema numero uno in luoghi pubblici e affollati (pensiamo alla stazione, alla palestra o a centri di coworking). Non punta sulla ricerca ultraprecisa stile AirTag con UWB, ma compensa con prezzo per tag molto aggressivo nel pack da 4 e con una gestione dimenticabile grazie alla batteria lunga.

ATUVOS Smart Tracker

ATUVOS Smart Tracker aiuta a spendere poco, ma permette al contempo di restare dentro l’app Dov’è, senza appoggiarsi ad app di terze parti o abbonamenti premium. A spiccare in questo dispositivo è il rapporto tra il costo e l’utilizzo reale: nel pack da 2, infatti, si coprono subito gli oggetti più facilmente dimenticabili (chiavi, zaino, portafogli, etc.) con una spesa contenuta, ma mantenendo le funzioni che usiamo perché sono veramente utili per chi è su iPhone: pensiamo alla suoneria per la ricerca in casa, alla posizione sulla mappa quando il tag viene rilevato dalla rete, alla modalità Smarrito e agli avvisi di dimenticanza.

Inoltre, è anche resistente all’acqua (certificazione IP67), quindi si presta bene a essere comodamente agganciato a borse e bagagli comodamente e, in più, la batteria è sostituibile. Qui non troviamo la massima ricerca di precisione UWB, quindi negli ultimi metri ci si affida più al suono e alla posizione indicativa che al rilevamento precisissimo. Però in compenso abbiamo una rete molto ampia alle spalle e il funzionamento corrisponde molto bene a quanto si richiede da un oggetto di questo tipo.


Come scegliere il migliore AirTag

La scelta di un tracker dipende dal suo utilizzo quotidiano. Prima di tutto, bisogna pensare che lo smartphone che si ha in tasca influisce sull’esperienza (in particolare, il sistema operativo), così come i luoghi in cui ci si muove e il numero di oggetti da tenere sotto controllo. Un tracker di qualità s’integra in modo naturale con il telefono, restituendo informazioni utili in modo diretto. Bisogna quindi saper distinguere tra soluzioni pensate esclusivamente per iPhone, o per Android o per ambienti in cui convivono entrambi (e in quest’ultima circostanza il dispositivo deve funzionare bene su entrambi).

Un altro elemento importante è il numero di tag: nella nostra selezione ci sono anche pack multipli, che tornano utili quando ci sono più oggetti da gestire contemporaneamente, quando bisogna coprire più situazione e quando dobbiamo guardare anche al costo, che in un pack diventa magari più equilibrato rispetto al singolo tag.

Con l’uso reale, poi, possono emergere aspetti più concreti che possono fare la differenza, come la rapidità con cui si attiva il segnale sonoro, la chiarezza delle informazioni mostrate nell’app, la gestione della batteria e la disponibilità di accessori adatti a portachiavi, borse o bagagli.


Cosa sapere prima di acquistare un AirTag: FAQ

AirTag funziona con Android?

Per l’uso completo, no: AirTag è pensato per iPhone e per l’app Dov’è. Con Android si può interagire solo in modo limitato in alcune situazioni (ad esempio lettura NFC in modalità smarrito o strumenti dedicati), ma non è l’esperienza che si vuole quando l’obiettivo è tracciare un oggetto tutti i giorni.

AirTag ha GPS e SIM?

No. Non è un tracker con internet come quelli con SIM: lavora con Bluetooth e con la rete di dispositivi vicini. Il vantaggio è che non ci sono abbonamenti e la batteria dura a lungo. Il rovescio della medaglia è che in zone molto isolate la posizione si aggiorna meno.

Quanto dura la batteria e si ricarica?

Non si ricarica, perché usa una batteria a bottone sostituibile. In condizioni normali si arriva circa a un anno, e quando la carica scende l’iPhone avvisa, così non ci si ritrova con un tag morto nel momento sbagliato.

È utile per valigie e viaggi?

Sì, perché in aeroporti e città la rete lavora bene: se la valigia si muove, aumentano le possibilità di vedere aggiornamenti di posizione e di capire se è rimasta indietro o se è arrivata in un altro punto.

È sicuro o si può usare per stalking?

Per evitare questo tipo di pericoli esistono avvisi e procedure quando un tag sconosciuto si muove con qualcuno. In ottica d’acquisto, la differenza la fa quanto sono efficaci queste protezioni e quanto è chiara la gestione dall’app.

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