Come togliere la cera dai portacandela in vetro

I principali metodi per togliere ogni residuo utilizzando fonti di calore o, in alternativa, il gelo

La magia delle candele è sempre quella giusta per illuminare una cena romantica o una serata di festa. Il calore discreto della fiamma, l’illuminazione fioca rendono l’ambiente caldo e piacevole. Specie quando la candela è inserita in un centrotavola particolarmente curato o in portacandela e lanterne di particolare fattura. Quel che resta dopo le belle serate, però, è il problema di come riuscire a ripulire i portacandela in vetro dalla cera, per poterli utilizzare ancora.

porta candela

I metodi sono tanti, ma i più diffusi prevedono l’utilizzo di fonti di calore o, in alternativa, del freddo. Il primo è quello dell’acqua bollente: consiste nell’infilare un coltello affilato nel vasetto della candela per scalfire la cera, creando delle fessure. Poi si versa l’acqua bollente senza riempire del tutto il contenitore e si aspetta che la cera si sciolga e affiori in superficie. Una volta raffreddata l’acqua, basterà togliere i blocchetti di cera galleggianti, e ripulire i bordi interni raschiando con un coltello e infine con una pezzetta imbevuta di acqua tiepida e sapone o di olio per la pelle.

Metodo alternativo, ma simile, consiste nel riempire una bacinella con acqua bollente e porre al centro il portacandela sporco, aspettare che la cera si ammorbidisca e utilizzare un coltello a punta tonda per toglierla delicatamente.

Un altro suggerimento che sfrutta il calore prevede l’utilizzo del forno. Bisogna rivestire una teglia con carta stagnola, piazzare al centro il portacandela di vetro capovolto e portare la temperatura a 100 gradi per circa 15 minuti, controllando di tanto in tanto. Una volta osservato che la cera sarà sciolta e caduta sulla stagnola, togliere la teglia e procedere alla rimozione dei residui. Naturalmente stando bene attenti a non scottarsi.

Il metodo che utilizza il freddo, invece, si basa sul congelamento della cera. Si inizia staccando dai bordi con un coltello la maggior parte di cera possibile, e poi si mette il portacandela nel congelatore per almeno un’ora. Il freddo dovrebbe restringere la cera e farla staccare dai bordi. Una volta tolta dal congelatore, basterà spaccare la cera con un coltello da burro e poi dare un colpo al contenitore capovolto: la cera verrà via in blocco.

La pulizia finale

Utile alla fne di ogni operazione, praticare una pulizia approfondita con le pezzette adatte.

Quelle della Spontex in microfibra sono ideali per un risultato perfetto, senza strisce. Vanno bene su tutte le superfici in vetro, anche su superfici delicate. Rimuovono le impronte e sono 2 volte più efficaci contro grasso e sporco rispetto a un panno in cotone.

Anche Vileda propone panni in microfibra che permettono di ottenere sempre delle ottimali prestazioni pulenti. Oltre ad essere molto resistenti, sono ottimi per pulire qualsiasi tipo di superficie senza utilizzare alcun tipo di detergente, questo grazie alle prestazioni pulenti garantite dalla loro struttura in microfibra. Questi panni sono realizzati in colori assortiti, in modo tale da poterli distinguere in base alle destinazione d’uso: per il bagno, per i mobili, per i vetri, per la cucina. La confezione multipack contiene 8 panni di dimensioni di 30 x 30 cm. Morbidi e antistatici, questi panni sono anche lavabili in lavatrice a 60°C.

La spugna Vileda Ceran è, invece, spugna creata apposta per vetroceramica: la sua parte abrasiva è una struttura 3D con cristalli specificamente studiata per pulire in maniera efficace e soprattutto senza graffiare. È una spugna al 100% in microfibra in grado di rimuovere i residui di sporco e di asciugare rapidamente le superfici per farle brillare. Si tratta di una spugna assorbente in grado di sgrassare e lucidare, il tutto senza lasciare graffi. Una spugna che, se lavata accuratamente, può tornare sempre come nuova.

Candelabri tradizionali

Per chi ama invece i classici candelabri, la pulizia risulta anche più facile, per via delle candele a stelo che lasciano meno cera consumandosi e che spesso può essere staccata agevolmente. In caso di residui, per i candelabri in vetro i procedimenti sono uguali a quelli appena descritti, mentre per la pulizia di quelli in metallo o argento esistono una serie di prodotti specifici.

Quando si tratta di candelabri d’argento è importante utilizzare prodotti studiati appositamente, per evitare effetti opacizzanti o, peggio ancora, di rovinare definitivamente il metallo nobile. La lozione della Hagerty per la pulizia e la cura di gioielli d’argento o metallo argentato è utile a questo scopo, perché pulisce e ridà lo splendore agli oggetti d’argento o placcati argento ossidati senza rovinarli. Silver Polish fa brillare oltre ai candelabri anche vasi, cornici e altri oggetti d’argento o di metallo argentato opachi. La lozione protegge dall’ossidazione per molte settimane oltre a rimuovere lo sporco. Da acquistare in crema abbinata ai guanti appositi per non graffiare l’oggetto e al relativo panno morbido.

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Ultimo aggiornamento il 6 Marzo 2021 18:04

Gli oggetti in argento di grandi dimensioni, come vassoi e candelabri, o gli oggetti con molte decorazioni e intagli inaccessibili, arrugginiscono e diventano opachi con i tradizionali metodi di pulizia. HG Bagno d’argento ad immersione è un prodotto per pulire oggetti d’argento o placcati in argento opachi o anneriti senza dover strofinare. Una volta trattati con HG Bagno d’argento per immersione, l’argento riporta un aspetto splendido, pulito e brillante. Alla fine del bagno, per lucidare l’oggetto basterà utilizzare un apposito panno.

Ultimo aggiornamento il 6 Marzo 2021 18:04

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