Steam Machine, Valve chiarisce: non è una semplice console
di Marco Ponteprino
Valve ha voluto fare un doveroso chiarimento sulla tanto attesa Steam Machine, rafforzando un concetto fondamentale sul dispositivo: non si tratta di una console nel senso tradizionale del termine.
La compagnia di Gabe Newell ha voluto far sapere ai suoi clienti che la macchina è un PC compatto pensato per il salotto, con SteamOS, hardware AMD e una filosofia ben più aperta rispetto agli ecosistemi proposti da PlayStation e Xbox.
Valve ha annunciato quattro configurazioni: 512 GB a 1.049 dollari, 512 GB con Steam Controller a 1.128 dollari, 2 TB a 1.349 dollari e 2 TB con controller a 1.428 dollari. In Europa, le cifre equivalenti partono da 1.039 euro e fino a 1.428 euro.
Le prenotazioni apriranno il 25 giugno e le prime unità inizieranno a essere spedite dal 29 o 30 giugno, a seconda dell’area geografica specifica, con un sistema di assegnazione casuale pensato per limitare bot e rivenditori.
Perché Steam Machine prende le distanze dalle classiche console?
Secondo le ricostruzioni pubblicate in queste ore, la Steam Machine è progettata per offrire la libertà tipica di un PC, non i vincoli di una console tradizionale.
Questo significa che Valve non la sta presentando come un ecosistema chiuso, ma come una macchina capace di far girare giochi Steam in soggiorno, mantenendo però accesso a logiche tipiche dei computer, con benefici e compromessi annessi.
Questo concetto viene ritenuto importante dall’azienda in quanto è stato fonte di non poche difficoltà in fase di progettazione e creazione dell’hardware. Valve ha dovuto infatti bilanciare componenti come storage e memoria con una ormai nota scarsa disponibilità.
Prezzi elevati e volatilità del mercato di RAM, SSD e altre componenti hardware, hanno reso tutt’altro che semplice la realizzazione e il lancio di questa promettente macchina. In questo quadro, Steam Machine non punta a competere con una console economica, bensì con un PC da gaming compatto pronto all’uso una volta acquistato.
Il confronto con il mercato resta inevitabile, anche perché il nuovo dispositivo di Valve arriva dopo i rinvii e mesi di discussioni sulla sua natura. Alcuni osservatori, come Joost van Dreunen della NYU Stern School of Business, l’avevano già definita come “Una console che si rifiuta di ammettere di essere una console”. Una definizione che, a quanto pare, la compagnia ritiene ingiusta.