Tom Wolf, il leggendario scrittore vestito di bianco

Tom Wolfe
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Autore del celebre romanzo “Il falò delle vanità”, enorme successo in libreria e nei cinema, Tom Wolfe era famoso anche per le sue provocazioni letterarie….

Vestito bianco, cappello bianco e scarpe personalizzate, Tom Wolfe era il dandy della letturatura americana. Un’eleganza che allo scrittore piaceva sbattere in faccia alla gente come simbolo di un avvenuto riscatto sulle sue umili origini. Tom Wolfe era, infatti, nato a Richmond in Virginia nel 1931. La leggenda vuole che già all’età di cinque anni Tom Wolfe avesse dichiarato di voler diventare un grande scrittore. Ma, il suo primo vero lavoro, fu quello di giornalista a New York. Ed è proprio nella Grande Mela che sulle tracce di Norman Mailer e Truman Capote, Wolfe si fece notare per alcuni singolari reportage. Costruiti come delle finzioni, l’autore cercava di mettere in risalto il punto di vista dei ricchi uomini d’affari che seguiva.

Riallacciandosi a Zolà, Wolfe rivendicava l’iperrealismo. Così nel 1968 pubblica il suo primo libro intitolato “Electric Kool-Aid Acid Test”, a metà fra giornalismo e letteratura. Dotato di un pungente stile satirico nella scrittura, Tom Wolfe amava prendersi gioco della sinistra e dell’architettura americana. Dopo una piccola digressione in mezzo agli austronauti con “La stoffa giusta”, Tom Wolfe raggiunge il successo con “Il Falò delle Vanità”. Nel romanzo lo scrittore catapultava paer caso uno dei padroni di Wall Street nella povertà più totale del Bronx.

Il libro venne poi adattato al cinema da Brian De Palma attorno agli anni ’90. Seguono altri due romanzi sempre molto provocatori. È il caso di “Un Uomo Vero” incentrato sui problemi di un miliardario e “Io sono Charlotte Simmons” sulla decadenza di una giovane donna. Spesso criticato dai suoi colleghi Tom Wolfe rispondeva sorridendo che il suo unico desiderio era quello di essere il “segretario della società”. Una definizione che aveva preso in prestito dal suo altro maestro francese Honoré de Balzac.

I TOP 3 DI CONSIGLI.IT

1 Il decennio dell’io

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In questo saggio, pubblicato per la prima volta sulla “New York Review” nell’agosto del 1976, Tom Wolfe coniò un’espressione che sarebbe entrata nel gergo storico e piscoantropologico: il “Decennio dell’Io”. Gli anni cioè in cui i privilegi di una certa aristocrazia si espansero fino a raggiungere la maggioranza delle persone, e in cui la missione intrinseca alla cosiddetta “tradizione cavalleresca” – dedicare la propria esistenza alla cura di sé, della propria immagine, delle proprie ambizioni e via dicendo – divenne improvvisamente prerogativa di ognuno. Nuove sette, religioni, affabulatori d’ogni sorta, tutti si lanciarono a capofitto nel nuovo grande eccitantissimo tema: Io… Io… Io… Un soggetto cui nessuno avrebbe più dovuto rinunciare, un dolce orrore alla mercé di tutti. Nessuno escluso.

PERCHÉ ACQUISTARLO: Per tutti quelli che si interrogano sulle ragioni della perdita di valori

PERCHÉ NON ACQUISTARLO: Testo asciutto

Il decennio dell'io
Il decennio dell'io


2 Il falò delle vanità

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Sherman McCoy è uno dei padroni di Wall Street e sente di avere il mondo in pugno: guadagna un milione di dollari all’anno, vive in un appartamento di quattordici stanze a Manhattan, al riparo dai pericoli e dalle violenze della metropoli multirazziale. Quando però una sera McCoy investe con l’auto un giovane nero nel Bronx, la polizia, i giornalisti, i politici e i difensori civici gli sono subito addosso, trasformando l’uomo di successo, il superprivilegiato, nella vittima designata di un’intera città. Una grande “commedia umana” che ha fatto tremare l’America dei potenti e dei pavidi, degli ipocriti e degli arrivisti. Tutti bruciati su un magnifico e indimenticabile falò delle vanità.

PERCHÉ ACQUISTARLO: Affresco della cattiveria umana negli anni ’80

PERCHÉ NON ACQUISTARLO: Il libro è lunghissimo

Il falò delle vanità
Il falò delle vanità


3 Il regno della parola: 1

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Con sprezzo del pericolo e irriverente euforia, Wolfe si avventura verso i territori più sacri del sapere contemporaneo per sovvertirne i paradigmi, sostenendo che non è l’evoluzione della specie ad aver condotto l’umanità alle sue prodigiose conquiste, bensì il linguaggio. Da Alfred Russel Wallace – l’autodidatta che arrivò a elaborare la teoria della selezione della specie prima di Charles Darwin ma poi la abbandonò proprio perché non riusciva ad applicarla al linguaggio umano – ai neodarwinisti, che per anni hanno sostenuto che nella nostra mente esiste una ”grammatica universale” pronta a evolversi, Wolfe ripercorre il cammino degli scienziati che hanno più volte fallito nel tentativo di spiegare il miracolo delle parole.

PERCHÉ ACQUISTARLO: Un libro unico, magistralmente scritto, ironico, mai noioso

PERCHÉ NON ACQUISTARLO: La presentazione del libro è più che ingannevole

Il regno della parola: 1
Il regno della parola: 1


VALUTA ANCHE…

Maledetti architetti. Dal Bauhaus a casa nostra

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Tom Wolfe, padre del “giornalismo d’opinione”, tratta qui della “perdita della qualità della vita” sotto il profilo dell’architettura. Lo scatolone di vetro è il comune risultato delle diverse tendenze che hanno animato quest’arte negli ultimi cinquant’anni: sull’impronta di Gropius, il celebre fondatore del Bauhaus, e Le Corbusier, massimo teorico del razionalismo, gli architetti europei sbarcati in America negli anni Trenta esercitarono un vero e proprio colonialismo intellettuale. Nacque così l’International Style, che ispirò palazzi di vetro, cemento e ferro, pressoché identici: privi di colore e linee curve. Ora la gente in quegli edifici tristi e scomodi non vuole più abitare, ma le soluzioni proposte dall’architettura postmoderna si limitano a riflettere e deformare i fantasmi del passato. “Nuovi scatoloni di cristallo rivestiti di lastre specchianti in modo da riflettere gli edifici vicini, anch’essi scatoloni di cristallo, e distorcere così quelle noiose linee rette, facendole sembrare curve”.

PERCHÉ ACQUISTARLO: Libro fantastico, ironico e divertente che spiega l’architettura

PERCHÉ NON ACQUISTARLO: La stampa risulta di scarsa qualità

Maledetti architetti: Dal Bauhaus a casa nostra
Maledetti architetti: Dal Bauhaus a casa nostra


Un Uomo Vero

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Dieci anni fa “Il falò delle vanità” contribuì a definire un’epoca, facendo di Tom Wolfe il grande romanziere che aveva colto l’America degli anni Ottanta nei suoi aspetti più profondi e inquietanti. Un Uomo Vero racconta ancora l’America di fine millennio e ancora una volta si mostra insuperabile nel cogliere lo spirito del tempo. Dalla New York de “Il falò delle vanità”, siamo trasportati ad Atlanta, capitale del Sud, città percorsa da una nuova ricchezza e che in nessun modo cerca di nascondere la sua aspirazione a soppiantare New York. Protagonista è un imprenditore di successo che si lascia coinvolgere in una rovinosa speculazione ed è sull’orlo della bancarotta.

PERCHÉ ACQUISTARLO: Stile impeccabile ed appassionante

PERCHÉ NON ACQUISTARLO: Romanzo fiume

Un uomo vero
Un uomo vero


La stoffa giusta

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1961. Gli Stati Uniti inviano nello spazio i loro primi astronauti: Alan Shepard, Donald Slayton, John Glenn, Gus Gris-som, Scott Carpenter, Walter Schirra, Gordon Cooper. Sono considerati supereroi, uomini dotati di straordinario coraggio ed enorme audacia, quelli con “la stoffa giusta”, gli idoli che tutta una nazione ammira. Ma chi erano davvero? Dopo aver incontrato piloti collaudatori, astronauti e altri tecnici coinvolti nel programma spaziale, Tom Wolfe ha scoperto una verità diversa: quella di sette uomini normali costretti a giocare ruoli a cui non erano preparati, intrappolati sotto la maschera dell’eroe invincibile. E in queste pagine racconta per la prima volta la storia sconosciuta di quegli uomini, le loro paure, le loro ambizioni. Restituendo all’epica dell’avventura spaziale la sua dimensione umana.

PERCHÉ ACQUISTARLO: Uno spaccato molto interessante degli USA negli anni 50- 60

PERCHÉ NON ACQUISTARLO: Il libro parte male, si riprende, poi ripiomba nel buio

La stoffa giusta
La stoffa giusta


Radical chic. Il fascino irresistibile dei rivoluzionari da salotto

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“Radical Chic” è il tagliente articolo in cui Tom Wolfe descrive il curioso fenomeno sociale, sorto alla fine degli anni Sessanta negli Stati Uniti, del corteggiamento da parte dell’élite newyorkese di ogni possibile rivoluzionario radicale, dagli antimilitaristi agli hippy psichedelici. L’occasione che ispirò a Wolfe la celebre definizione “Radical Chic” fu il ricevimento organizzato a Manhattan il 14 gennaio 1970 da Felicia Bernstein, moglie del compositore e direttore d’orchestra Léonard, per sostenere la causa del gruppo rivoluzionario marxista-leninista delle Pantere Nere.

PERCHÉ ACQUISTARLO: Un comicissimo reportage giornalistico

PERCHÉ NON ACQUISTARLO: Volumetto un po’ stucchevole

Radical chic. Il fascino irresistibile dei rivoluzionari da salotto
Radical chic. Il fascino irresistibile dei rivoluzionari da salotto


Le ragioni del sangue

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Un motoscafo della polizia attraversa a tutta velocità la baia di Miami, a bordo Nestor Camacho, un giovane agente di origine cubana che crede nella giustizia e nel suo lavoro. Ma a guidare quel motoscafo è Tom Wolfe, lanciato a rotta di collo dentro la sola città al mondo in cui gente che arriva da un paese straniero, che parla una lingua straniera e ostenta un’altra cultura, ha preso legittimamente il potere. Miami è un crogiolo di razze e culture in cui molti, maledizione!, non si integrano, non si fondono affatto.

PERCHÉ ACQUISTARLO: Si apprezza il tono iconoclastico e la descrizione del mondo preso in esame

PERCHÉ NON ACQUISTARLO: Wolfe non riesce a ricreare quell’alchimia del “falò delle vanità”

Le ragioni del sangue
Le ragioni del sangue


Electric Kool-Aid Acid Test

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In questo memorabile e ormai classico reportage pubblicato nel 1968, uno dei più riusciti esempi di “new journalism”, lo scrittore ripercorre il “Magical Mystery Tour” di Ken Kesey attraverso gli Stati Uniti, dalla California a New York a bordo del “Furthur”, un bizzarro autobus dipinto in colori sgargianti guidato nientemeno che da Neal Cassady, reduce dall’epopea Beat. Tra una manifestazione contro la guerra in Vietnam e un arresto per possesso di marijuana, Kesey, autore di Qualcuno volò sul nido del cuculo, e i suoi Merry Pranksters, un eterogeneo gruppo di artisti, sperimentavano le potenzialità creative delle droghe organizzando festini a base di Lsd noti come Acid Test.

PERCHÉ ACQUISTARLO: Libro psichedelico nella più profonda radice del termine

PERCHÉ NON ACQUISTARLO: Il libro non decolla mai

Electric kool-aid acid test
Electric kool-aid acid test


Io sono Charlotte Simmons

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Charlotte Simmons, bella e intelligente, ha vinto una borsa di studio e si ritrova catapultata dal paesino nelle montagne del North Carolina dove ha sempre vissuto nella prestigiosa Dupont University. Scoprirà presto che dietro la facciata di eccellenza culturale si agita un mondo corroso da una feroce competizione per il predominio, accademico, razziale, sociale, sessuale. La ragazza si sente lusingata quando scopre di essere stata “adottata” dai principali esponenti dell’élite studentesca. Entrare nelle loro grazie è per Charlotte una meravigliosa sorpresa, qualcosa che dà alla testa e rischia di farle tradire completamente i valori in cui è cresciuta, prima di arrivare a capire la grandezza del suo essere diversa e la forza che le dà la sua innocenza.

PERCHÉ ACQUISTARLO: Il contesto descritto non si allontana dalla situazione italiana.

PERCHÉ NON ACQUISTARLO: Un giallo tradizionale

Io sono Charlotte Simmons
Io sono Charlotte Simmons


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