Creme solari ecosostenibili: amiche della pelle e del pianeta

creme solari ecosostenibili

Sulle creme solari ognuno ha la sua opinione: c’è chi usa lo stesso flacone per anni e chi dice che non andrebbero mai riutilizzate l’anno successivo all’apertura, chi non rinuncerebbe mai all’olio abbronzante e chi applica la protezione 50 anche all’ombra.

Ma su una cosa, purtroppo, c’è un’evidenza innegabile: le creme solari inquinano, almeno quelle “tradizionali”.
Se ormai c’è una consapevolezza diffusa sui danni provocati alla nostra pelle dal sole, non ce n’è altrettanta sul tema della sostenibilità delle protezioni solari.

Fortunatamente molte aziende stanno correndo ai ripari, creando prodotti che oltre a proteggere la pelle riescono a essere rispettosi nei confronti dell’ambiente.
Cerchiamo di capire cosa sono le creme solari ecosostenibili.

Cosa c’è all’interno delle creme solari?

Le creme solari differiscono le une dalle altre per la quantità e la tipologia di molecole anti-UV che contengono. La loro formulazione però contiene anche altre sostanze. Vediamole nel dettaglio.

I filtri

In una crema solare ci sono alcune sostanze che funzionano da filtro. La loro funzione è quella di assorbire, diffondere o riflettere i raggi UV.
Ne esistono due tipi:

  1. Filtri chimici (es: derivati del benzofenone)
    Come funzionano: proteggono la pelle assorbendo le radiazioni solari e le scompongono rilasciandola sotto forma di calore
    Funzionano su: raggi UVA e/o UVB, a seconda del tipo di crema
    Vantaggi: s
    ono più economici e si spalmano con più facilità
    Svantaggi: possono provocare irritazioni alla pelle e al sistema endocrino, e sono altamente inquinanti per mari e spiagge.
  2. Filtri fisici o inorganici (es: ossido di zinco e il biossido di titanio)
    Come funzionano: sono microparticelle minerali opache che funzionano come uno schermo, riflettendo i raggi solari e diffondendoli.
    Funzionano su: sia su raggi UVA che UVB
    Vantaggi: proteggono in modo efficace senza scaldare la pelle perché non trattengono calore; non penetrano l’epidermide: non derivano da sostanze petrolifere. Sono più sicuri per la salute.
    Svantaggi: sono più difficili da lavorare.


Gli additivi

In aggiunta ai filtri nelle creme solari ci sono sostanze che permettono alla crema di conservarsi nel tempo e di resistere sulla pelle (conservanti, antiossidanti, antimicrobici…).


In che modo le creme solari tradizionali danneggiano l’ambiente?

È stato calcolato che ogni anno si riversano in mare quantità impressionanti di creme solari:
– dalle 4 alle 6 mila tonnellate nelle aree delle barriere coralline tropicali
– intorno alle 14mila tonnellate sulle coste 

C’è ormai un’evidenza scientifica sul fatto che le classiche creme solari provochino numerosi alterazioni ambientali ad alcuni organismi viventi, tra i quali:

  • Le barriere coralline. In particolare due sostanze, l’ossibenzone e il benzofenone, possono generare infezioni virali e indebolire i coralli, provocarne lo sbancamento e alterarne l’equilibrio ormonale.
  • I ricci di mare: si va dalle anomalie sugli embrioni alle alterazioni nella crescita.
  • I molluschi: su alcuni di questi organismi è stato dimostrato un accumulo di componenti contenuti nelle creme solari (particolarmente grave se si considera che si tratta di specie commestibili, che quindi entrano nella catena alimentare).


Creme solari ecosostenibili: perché sono diverse e come riconoscerle?

Una buona crema solare ecosostenibile deve soddisfare questi requisiti:

Composizione

Le creme solari ecosostenibili contengono solo filtri fisici. Gli ingredienti sono biodegradabili (a volte anche naturali e biologici).

Sull’etichetta si trovano voci come:

    • MBBT (Methylen bis-benzotriazolyl)
    • EHT (Ethylhexyl triazone)
    • DHHB (Diethylamino hydroxybenzoyl hexyl benzoane)

Le creme solari ecosostenibili non devono contenere:

  • oxybenzone (benzophenone-3)
  • ethylhexyl methoxycinnamate (octinoxate)
  • octocrylene
  • 4-methylbenzylidene camphor (enzacamene)
  • parabeni, siliconi e petrolati.

Packaging

Le confezioni devono essere riciclabili, meglio ancora se in plastica già riciclata. Al bando i foglietti di istruzioni che vengono riportate direttamente sulla confezione, la quale spesso è in carta o cartone certificato Fsc. 

Inoltre, una buona crema solare deve:

  • Proteggere in modo efficace da radiazioni UVA e UVB
  • Resistere al sudore e all’acqua
  • Essere facile da spalmare
  • Essere sicura per la salute della pelle
  • Non contenere sostanze irritanti o allergizzanti (come parabeni o profumi)
  • Contenere antiossidanti, che prevengono l’invecchiamento della pelle

In alcune zone del pianeta le creme solari tradizionali sono state bandite. Se hai programmato una vacanza in località come Hawaii, Caraibi o l’arcipelago della Micronesia ricorda che dovrai portare con te delle protezioni solari ecosostenibili.

Ecco alcune tra le migliori creme solari ecosostenibili:

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