Polizza long term care, come tutelarsi dal rischio di non essere più autosufficiente

Quando, a causa di un incidente, di un infortunio o di una malattia, ci si ritrova a non essere più in grado di badare a se stessi, ricevere un’assistenza costante diventa una necessità finanziariamente molto impegnativa ma comunque irrinunciabile. Ed è in questi casi che poter contare su un sostegno economico aggiuntivo e delle garanzie maggiori rispetto a quelle offerte dal sistema previdenziale pubblico diventa fondamentale. Ma come? Per tutelarsi dal rischio di perdere la propria autosufficienza si può stipulare una polizza long term care, grazie a cui la compagnia assicurativa eroga una rendita vitalizia che può essere usata per ottenere assistenza.

La polizza long term care è una copertura che tutela l’assicurato dal rischio di perdere la propria autosufficienza. E stipulare questo tipo di polizza non è solo conveniente perché protegge da un rischio imprevedibile e statisticamente sempre più frequente, ma soprattutto perché offre la possibilità di vivere con serenità una condizione difficile e ha anche degli importanti vantaggi fiscali. Normalmente le compagnie considerano una persona in uno stato di non autosufficienza quando il soggetto non è in grado di svolgere, anche parzialmente, gli atti elementari della vita quotidiana come farsi il bagno o la doccia, vestirsi e svestirsi, muoversi, essere continenti, bere e mangiare. Il 19% del premio assicurativo versato per le polizze di long term care può essere detratto in sede di denuncia dei redditi, mentre la rendita riconosciuta dalla polizza è esente e non può essere pignorata o sequestrata.

Di solito si può stipulare una polizza long term care fino al compimento dei 60 o dei 65 anni di età. Il contratto prevede il versamento di un premio ricorrente annuale che può essere frazionato anche mensilmente. L’importo dipende sia dalle coperture che sono incluse nel contratto, ossia dall’importo della rendita che si è scelto, sia dall’età dell’assicurato (maggiore è l’età maggiore è il premio da versare), sia dalla durata. Il contratto, infatti, può avere una durata variabile: temporanea, in cui la rendita viene riconosciuta solo se la non autosufficienza si verifica durante il periodo di validità e pagamento della polizza, o a vita intera, se il contratto prevede un periodo di pagamento premi definito e la copertura senza limiti di tempo.

A seconda delle condizioni indicate nel contratto, in caso di perdita dell’autosufficienza l’assicurato può ricevere una rendita periodica vitalizia, il capitale accantonato durante il periodo di sottoscrizione della polizza, l’assistenza sanitaria da parte di una o più strutture convenzionate con la compagnia assicurativa o il rimborso delle spese sanitarie sostenute. La soluzione più frequente è quella che prevede il versamento di una rendita vitalizia all’assicurato e l’importo può essere fisso e stabilito in anticipo, meglio ancora se indicizzato, oppure può variare a seconda del proprio livello di non autosufficienza. In ogni caso, la rendita viene riconosciuta solo dopo che la condizione di non autosufficienza è stata accertata tramite referti medici o l’analisi di una commissione interna alla compagnia. La primaria certificazione da presentare è una dichiarazione del proprio medico curante.

Le polizze long term care trattano situazioni delicate perciò è ancora più importante affidarsi a un esperto se non si vogliono commettere errori che possono compromettere la propria serenità futura. Per chi non ha familiarità con il lessico assicurativo può essere difficile orientarsi tra polizze temporanee e a vita intera e individuare immediatamente quale può essere la prestazione migliore per le proprie necessità. Parlarne con un esperto è un’occasione preziosa per chiarire i propri dubbi, capire le differenze tra le diverse polizze e trovare insieme la copertura assicurativa con il miglior rapporto tra prestazioni e premio. Per essere ricontattati, basta compilare questo form.

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