Bok choy, cucinare il ‘cavolo cinese’ per variare sul menu di stagione

Bok choy fresco
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La famiglia dei cavoli non è affatto noiosa se si utilizzano anche le sue derivazioni orientali: scopriamo il bok choy

La stagione fredda si avvicina e i cavoli in tutte le loro declinazioni tornano ad essere protagonisti della tavola. Cavolfiori, broccoli, verze, cappuccio, broccoletti. Bianchi, verdi, rossi, viola. La loro famiglia è ampia, ma se guardiamo un pochino oltre i classici, magari facendo la spesa presso i negozi di alimentari orientali, oppure tra le aziende e i rivenditori bio, noteremo che è anche più grande di quanto immaginiamo. Per variare con la dieta invernale senza farsi mancare i nutrienti derivati da cavoli e simili, si può provare ad esempio con il bok choy (anche chiamato pak choy) un tipo di cavolo di origine cinese che offrirà un’interessantissima variazione sul tema.

Se vi piace sperimentare in cucina, vi abbiamo suggerito alcune pentole giapponesi con cui creare nuove ricette: le trovate qui.

Che cos’è il bok choy

Se siete frequentatori dei ristoranti cinesi, thailandesi, vietnamiti, vi sarà certamente capitato di ‘incontrare’ questa verdura. Nell’aspetto ricorda la bietola, con foglie di un verde più chiaro e coste più spesse e carnose. Si può acquistare sia nella versione ‘baby’ che grande, formati che permettono di realizzare ricette diverse. Il sapore del bok choy è simile agli spinaci nella parte fogliosa, mentre evoca i cavoli nella parte della costa, pur con delicatezza. Ottimo assoluto, come contorno, ma anche perfetto per insaporire zuppe o accompagnare piatti di tofu e di carne. I bok choy più teneri si prestano anche ad essere mangiati crudi, in insalata.

bok choy stufato

Si tratta di una verdura semplice da pulire, perché basta eliminare la base dove c’è una parte legnosa (la radice), lavare bene foglie e coste, e quindi procedere alla cottura desiderata. Nel caso dei baby bok choy basterà dividere la verdura in due o in quarti, senza separare le foglie tra di loro – si ottiene anche un piacevole effetto scenografico. Si cucina per pochi minuti, per mantenerlo consistente e non fargli perdere l’acqua che rende le coste così succose e ‘piene’. L’ideale è scottarlo velocemente, o farlo saltare con i condimenti, per 5-8 minuti e non di più: deve diventare tenero ma non sfaldarsi. Se lo volete ammorbidire (magari per accompagnare delle zuppe, o delle frittate) è preferibile la cottura al vapore rispetto alla bollitura, sempre per una questione di consistenza. Per renderlo ‘interessante’ l’ideale è esaltarlo con ingredienti dal sapore intenso, come l’aglio, lo zenzero, il peperoncino, l’olio di semi di sesamo, la salsa di soia. Oppure stufarlo con spezie per accompagnarci riso, carne, cubetti di tofu.

Cosa serve per preparare il bok choy

Un wok

Per saltare e scottare gli alimenti lo strumento migliore è il wok: in questa pentola infatti il calore si diffonde uniformemente, mentre la forma particolare (una padella dai bordi molto alti, curvi, e un fondo piccolo) aiuta a saltare gli ingredienti con facilità. Gli originali wok del sud-est asiatico sono di solito in ferro, o in ghisa, ma per una maggiore praticità potete acquistarlo in acciaio inox con un velo di antiaderenza: non è la versione tradizionale, ma è certamente più pratico nella manutenzione. Questo modello ha un diametro di 28 centimetri e un fondo molto spesso, e si può utilizzare anche su piani cottura a induzione.

Un cestello per la cottura al vapore

Se volete provare una cottura leggera, che mantenga il più possibile inalterato il sapore di questa verdura, optate per una decina di minuti nel cestello per il vapore. In questo modo la verdura si ammorbidirà ma non diventerà acquosa, e sarà poi pronta per diventare un semplice contorno, oppure per mischiarsi con spezie e condimenti forti. Il cestello per la cottura al vapore è uno strumento facilissimo da usare e utilissimo in cucina: si tratta di un semplice accessorio in acciaio inox interamente forato, che si pone sul fondo di una pentola con poca acqua. Vi si sistemano sopra gli ingredienti, si tappa con un coperchio e si aspetta che le verdure cuociano. Una volta utilizzato si lava (anche in lavastoviglie) e si ripone con facilità grazie alla possibilità di compattarlo.

Olio di sesamo

Gli amanti dell’estremo oriente e del sud est asiatico sanno bene che uno degli ingredienti fondamentali è l’olio di semi di sesamo. Si può impiegare sia a crudo che in cottura (ne bastano poche gocce perché ha un aroma e un sapore molto forte) e con esso si possono insaporire tutte le verdure, il tofu, le zuppe, i brodi, i piatti a base di uova, di noodles, di riso. Saporito e versatile, è il ‘segreto’ della cucina orientale che non può mancare in dispensa.

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Ultimo aggiornamento il 19 Gennaio 2021 17:58
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