Base trainer per il tennis, lo smash è in solitaria

Base trainer tennis
Courtesy of Amazon

Un filo, una pallina che torna sempre indietro e l’illusione di non giocare da soli. Spazio all’auto-allenamento

Quelli bravi hanno il cosiddetto sparring partner: un tennista dedicato a esercitare il palleggio e votato ad allenare al meglio il giocatore che sta dall’altra parte della rete. Senza agonismi, senza sfida, ma con l’obiettivo di mettere sotto pressione al di là del punteggio (inesistente durante il training). Ma se non c’è la possibilità di essere almeno in due, migliorarsi in un clima di scioltezza può diventare davvero difficile. Non siamo infatti nello squash, dove è la parete l’avversario peggiore da battere, ma tra persone in carne e ossa. Così viene in aiuto un oggetto noto come il base trainer.

Una piattaforma con un filo al quale è legata una pallina – non parliamo di nulla di particolarmente evoluto – che può permettere di fare qualche scambio anche da soli. Punti a favore? Si possono sfruttare spazi pubblici, come i parcheggi o luoghi aperti, basta che la superficie sia più o meno pianeggiante così da favorire il rimbalzo e godere di un ottimo effetto allenante. Certo, questo strumento ha tutti i limiti di un accessorio pensato per il gioco e non per il professionismo, però ci si può divertire lo stesso. Infatti la pallina – attenzione a scegliere la morbidezza giusta come vi abbiamo spiegato qui – può tornare indietro più rapidamente rispetto a un colpo ben assestato da un vero e proprio ‘umano’ e la forma fisica può essere conquista con una spesa modesta grazie a un accessorio che è molto economico nella versione di partenza.

Base trainer tennis: cominciare con Dilwe

Per mantenere stabile la base durante l’allenamento la si può riempire e con acqua o sabbia. Quindi materiali relativamente poveri e facilmente reperibili. Questo elemento rende l’accessorio economico, facilmente utilizzabile e in più ne fa una buona soluzione per cominciare a sperimentare il trainer senza spendere per prodotti costosi. Una volta finito l’allenamento, specialmente se si è scelto di riempirlo con l’acqua, si può tranquillamente svuotare la base e trasportarla con maggiore agio. Ha una parte concava i cui riporre la pallina e un semplice gancio al quale attaccare il filo per cominciare a giocare di dritto. Nella confezione è inclusa anche una pallina. Per iniziare, va benissimo.

La profondità di gioco di Fostoy

La caratteristica più importante di questa base è la lunghezza del cordino: fino a 4 metri. Ciò permette di colpire la pallina con forza e sfruttare tutta la profondità che consente l’utilizzo della base. A terra viene sostenuta da un peso che dipende dalla quantità di acqua e sabbia che viene messa dentro; quindi è difficile che si sposti sotto il peso di un rovescio ben assestato se ponderata sulla forza dell’atleta. Due strisce anti-scivolo garantiscono inoltre maggiore grip a terra.

Il design minimale di VGEBY

Base antiscivolo e design della superficie studiato per ospitare una pallina legata da un filo. Il materiale è la plastica resistente ma non particolarmente pesante. Dotato di cordino elastico, permette alla palla di tornare indietro senza perdere l’effetto di velocità. Le palline sono collegate al filo e possono essere sostituite; dettaglio che garantisce una minore usura nel tempo. La base deve essere riempita con acqua o sabbia, in modo da rimanere ferma sul terreno.

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Ultimo aggiornamento il 18 Giugno 2021 21:07

 

 

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