40 anni senza Hitchcock, 5 suoi film che hanno rivoluzionato il cinema

Alfred Hitchcock

Era il 29 aprile del 1980 quando Sir Alfred Hitchcock moriva, per problemi cardiaci e renali, al Cedars Sinai Hospital di Los Angeles. Aveva 80 anni e nei suoi quasi 60 anni di carriera aveva lasciato un’impronta indelebile sulla settima arte, trasformando il cinema per sempre.

Dal montaggio frenetico di Psycho al piano sequenza interminabile di Nodo alla gola, dalle invenzioni visive che guidano l’occhio e le sensazioni dello spettatore fino alla scelta di mischiare la suspense con l’umorismo. Ma non solo, Hitchcock rivoluzionò il cinema anche fuori dal set: fu un precursore dei trailer e della pubblicità televisiva, nonché il primo a negare l’accesso alla sala a film iniziato (portando così l’introduzione degli orari di proiezione).

I suoi film sono stati di ispirazione per tantissimi cineasti contemporanei, come Brian De Palma, Dario Argento, Martin Scorsese o Quentin Tarantino, solo per citarne alcuni. Scegliere dalla sua lunghissima filmografia è davvero difficile ma oggi per ricordare Alfred Hitchcock vi consigliamo 5 tra i migliori film che più hanno avuto un impatto sul cinema: se non li avete ancora visti o se non li ricordate bene, questo è proprio il momento giusto per tuffarsi nelle atmosfere ‘da brivido’ del Maestro.

 

Notorious – L’amante perduta (1946)

Ultimo aggiornamento il 20 Ottobre 2020 22:23

Devlin, agente dei servizi segreti americani, è incaricato di contattare la bella Elena Huberman, figlia di una spia tedesca, per proporle una missione in Brasile. Notorious è un film di spionaggio con i toni di uno ‘007’ ante-litteram. Il celebre Licenza di uccidere, con cui Sean Connery presentò  James Bond al pubblico cinematografico, deve sicuramente il suo stile a questo film (e agli altri di Hitchcock che seguono questo filone): l’agente segreto in questo caso è un americano, interpretato dall’elegante Cary Grant, mentre Ingrid Bergman è la co-protagonista Elena, in un ruolo ben più profondo di quello di una Bond girl.

 

La finestra sul cortile (1954)

Costretto sulla sedia a rotelle da un incidente sul lavoro, che gli ha procurato la frattura di una gamba, un fotoreporter d’azione passa il tempo spiando col teleobiettivo i suoi vicini di casa e scopre qualcosa di molto insolito. La finestra sul cortile è uno degli esempi migliori dell’abilità di Alfred Hitchcock di utilizzare la suspense: il suo impiego estremamente personale del tempo, quel gioco di contrarre e dilatare i secondi e i minuti per far avvertire allo spettatore rapidità o lentezza. Tratto dall’omonimo racconto di Cornell Woolrich, questo film con protagonisti James Stewart e Grace Kelly è considerato uno dei capolavori della storia del cinema.

La donna che visse due volte (1958)

Ultimo aggiornamento il 20 Ottobre 2020 22:23
Un ex poliziotto di San Francisco, terrorizzato dalle altezze, si innamora della donna che deve proteggere, ma le apparenze nascondono la realtà. Ispirato al romanzo omonimo del 1954, scritto da Thomas Narcejac e Pierre Boileau, La donna che visse due volte è uno dei più famosi thriller psicanalitici di Hitchcock. Un genere nuovo e moderno che è rimasto legato al nome del regista nei decenni a venire. In questo film, per altro, ha molta importanza il senso di vertigine: tecnicamente viene ottenuto con zoomate improvvise sui volti dei protagonisti, inquadrature in soggettiva, immagini distorte o turbinanti, combinazione di una carrellata all’indietro con lo zoom. La tecnica viene definita “Effetto Vertigo” in riferimento al titolo originale del film (Vertigo).

Psycho (1960)

Ultimo aggiornamento il 20 Ottobre 2020 22:23

Tratto dall’omonimo romanzo del 1959 di Robert Bloch (basato sulle vicende reali del serial killer Ed Gein), Psycho è probabilmente il più famoso film del regista. Candidato a quattro Oscar (senza però vincerne neanche uno), è sicuramente l’archetipo del film di serial killer. Se vi piacciono titoli come Non aprile quella porta o Il silenzio degli innocenti sappiate che – seppur molto diversi – i protagonisti di ognuno dei film di questo tipo ha un debito con lo psicopatico Norman Bates, padre di tutti gli assassini seriali dello schermo. Lui, nel suo motel isolato, fu un ‘cattivo’ atipico del cinema: Hitchcock lo sviluppò e approfondì per permettere allo spettatore di conoscere la sua voce e il suo punto di vista.

 

Gli uccelli (1963)

Ultimo aggiornamento il 20 Ottobre 2020 22:23

Tratto dall’omonimo racconto di Daphne Du Maurier, Gli uccelli è un thriller con protagonista Tippi Hedren. Una storia terrificante in cui stormi di uccelli iniziano ad uccidere la popolazione senza alcuna ragione apparente e, proprio nel suo essere inspiegabile questo comportamento è ancora più spaventoso. Nascono da qui tutti i film sulle catastrofi naturali come E venne il giorno, Armageddon o The day after tomorrow: Gli uccelli ha imposto le regole e resta un film di grande impatto, nonostante l’arrivo della computer grafica e di tutti gli effetti speciali moderni, il senso di angoscia e terrore di fronte alle immagini create da Hitchcock non è stato intaccato.

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